Un autobus di UM (foto Fabrizi)

di Daniele Bovi, Chiara Fabrizi, Barbara Maccari e Fabio Toni

Chi ha già detto sì, chi ci sta pensando, chi chiede chiarimenti tecnici. In questi giorni di fine agosto 30 giunte comunali della regione si trovano a dover fare i conti con l’aumento del 30% per il biglietto degli autobus (e di un 10% per gli abbonamenti) chiesto alla fine di luglio da Umbria mobilità. Aumenti politicamente spinosissimi: in tempi di vacche magre tutto le amministrazioni avrebbero voluto fare (la decisione, dopo la proposta di UM, spetta a loro) tranne che dire sì alle richieste di un’azienda verso i cui dirigenti, date le recenti posizioni prese pubblicamente sui giornali, si nota anche un certo fastidio. Un ritocco che UM presenta come unica strada percorribile: la Legge di stabilità 2013 obbliga infatti ad arrivare, seppur gradualmente, ad un rapporto tra ricavi e costi pari al 35% quando l’Umbria è, con forti differenze da zona a zona, intorno al 20%. Alle Regioni che non raggiungono gli obiettivi, viene sforbiciato il 10% della quota che spetta loro dal riparto del Fondo nazionale dei trasporti. Una cifra che per l’Umbria vale dieci milioni.

Terni e Assisi Quindi, spiegano, o si aumentano i biglietti oppure per far quadrare i conti si devono tagliare le corse. Tolte dai giochi le corse urbane di Perugia, dove da anni il biglietto è di 1,50 euro, Terni è in fase di riflessione. La delibera, spiegano dal Comune, verrà adottata alla fine del mese (l’azienda auspica di poter far scattare il rincaro con la partenza dell’anno scolastico) e dovrebbe contenere il più 30% per le corse urbane (che oggi costano un euro) e il più 10% per gli abbonamenti. Una ‘pillola’ che potrebbe essere parzialmente addolcita: allo studio infatti ci sarebbe un incremento significativo nella durata temporale dei tagliandi, attualmente validi per 70 minuti. Chi ha già detto sì all’aumento è Assisi: «Abbiamo deciso – spiega il vicesindaco Antonio Lunghi ad Umbria24 – la settimana scorsa. C’è stata una discussione approfondita, nelle settimane precedenti abbiamo tagliato alcune linee non fondamentali e poi, dopo moltissimo tempo in cui i prezzi sono rimasti fermi, abbiamo accettato gli aumenti».

Foligno e Spoleto Dal Comune di Spoleto, uno dei soci pubblici dell’azienda unica regionale dei trasporti, trapela ben poco sui tempi entro i quali la giunta guidata dal sindaco Daniele Benedetti intende varare la delibera. Irraggiungibile sia il primo cittadino che il suo vice Stefano Lisci, con delega ai trasporti, ma stando a quanto risulta l’eventuale via libera ai rincari non sarà discusso prima del prossimo 29 agosto. Diversa, invece, la situazione del Comune di Foligno il cui sindaco Nando Mismetti ha richiesto un incontro all’ad Franco Viola per entrare nel merito della delibera richiesta. Il confronto è stato fissato per venerdì mattina, ma stando a quanto risulta nella città della Quintana si registrerebbe una certa resistenza a varare la delibera. Nell’ambito dell’ultima convenzione siglata dal Comune di Foligno, che non essendo socio non ha neanche dato il proprio via libera al piano di ristrutturazione, non era previsto infatti alcun aumento delle tariffe.

Città di Castello Luca Secondi, assessore ai trasporti del comune di Città di Castello spiega: «La nostra giunta non ha ancora deliberato e prima di farlo vorremmo un testo organico da parte della Regione per capire meglio la situazione. Valuteremo anche le posizioni degli altri comuni per cercare di muoverci all’unisono, diciamo che per il momento la nostra è una fase di attesa, ma un’attesa construttiva in cui stiamo cerchiamo di vagliare tutte le soluzioni. In linea di massima però l’orientamento è di appoggiare l’aumento dei singoli biglietti del 30%, anche uniformandoci a Perugia, mentre per quanto riguarda l’aumento del 10% degli abbonamenti scolastici vorremmo un alleggerimento e una riflessione ulteriore da parte della Regione».