di Daniele Bovi
Completare, al più presto, il trasloco verso l’ospedale di Perugia delle ultime strutture presenti in via del Giochetto, così da trasferire qui i dipartimenti di Scienze e Farmacia. Anche di questo si è discusso nella riunione del Senato accademico e del cda dell’Università di Perugia che si è tenuta martedì. Promesso in campagna elettorale, lo spostamento di tutte le segreterie dall’ospedale ai rispettivi dipartimenti è uno dei punti ribaditi dal Magnifico Franco Moriconi di fronte ai membri di senato e cda. Un discorso fatto durante la discussione delle linee programmatiche per la predisposizione del bilancio 2014 e di quello pluriennale 2014-2016. Allo scopo però servono risorse e le priorità lungo le quali orientarle sono proprio il trasloco da via del Giochetto, lo spostamento delle segreterie, il finanziamento della ricerca di base e retribuzione aggiuntiva per i ricercatori a tempo indeterminato.
Bilancio E proprio in tema di finanziamento della ricerca il rettore mercoledì mattina, nel corso della cerimonia per il nuovo dipartimento di Scienze politiche (i 16 dipartimenti, con la riforma, sostituiranno dal primo gennaio le soppresse Facoltà) ha spiegato l’idea che ha in mente: «Nonostante le ristrettezze finanziarie – ha detto – stiamo valutando di mettere a disposizione un fondo per la ricerca di base». Parlando delle strutture dell’Ateneo poi Moriconi ha detto di avere idee in mente per il centro Bambagioni. Al tema accennò a maggio presentando la sua campagna elettorale: «Il ‘Bambagioni’ – disse – deve essere trasformato in uno spazio ricreativo aperto a docenti e non e alla cittadinanza». Altro grande capitolo all’ordine del giorno di senato e cda, oltre alle scelte di bilancio, è stato quello del personale. Lunedì, nel corso della sua prima conferenza stampa, Moriconi aveva reso noto l’impegno, da portare a termine nel giro di tre anni, per la stabilizzazione di una parte del personale tecnico precario.
Personale Martedì, di fronte a senato e cda, il nuovo rettore, oltre a mettere definitivamente nel cassetto il progetto di trasformare l’Aula magna in un auditorium («le priorità sono altre»), ha detto che parte delle risorse destinate a tecnici, amministrativi e bibliotecari verrà usato per la trasformazione da part time a full time di nove lavoratori. Da più parti è stato sollevata l’esigenza di ripristinare la commissione risorse per discutere della loro destinazione e Moriconi, da parte sua, ha assicurato equità. Parere sui numeri del bilancio, attivazione dei dipartimenti e definizione delle cinque macroaree disciplinari per la formazione del nuovo cda saranno i punti all’ordine del giorno del prossimo senato accademico che si terrà l’11 dicembre.
Scienze politiche «È la prima iniziativa interna alla quale prendo parte nella mia nuova funzione – ha esordito mercoledì Moriconi – volendo essere presente in tutte le occasioni pubbliche. Numerosi gli impegni esterni, ai quali non intendo mancare per garantire la voce dell’Ateneo e la vicinanza con istituzioni ed enti, relazioni che finora sono state gravemente trascurate. Il mio non è presenzialismo, in quanto sono convinto che sia più efficace una gestione condivisa dell’ateneo piuttosto che personalistica, e per questo a tempo debito, per la precisione dal nuovo anno, conferirò le deleghe di gestione, preoccupandomi di scegliere persone competenti».
Il preside Giorgio Eduardo Montanari ha sottolineato poi la necessità che il passaggio al dipartimento abbia, nel caso di Scienze politiche, un percorso chiaro e condiviso. «Colgo l’occasione della presenza del rettore – ha detto Montanari – per sottolineare l’esigenza che da gennaio il nuovo dipartimento per poter funzionare abbia una sede propria e non essere costretto ad utilizzare le strutture dei tre dipartimenti pre-esistenti». «In questa fase di crisi – ha aggiunto invece il direttore del dipartimento, il professor Ambrogio Santambrogio – occorre un’opera di ricomposizione per superare la frantumazione esistente a tutti i livelli. Il nostro Paese deve puntare sulla centralità della formazione pubblica e della ricerca di base. In questa ottica il nuovo dipartimento di Scienze politiche di Perugia deve dar vita a una comunità scientifica caratterizzata da spirito di corpo. Va superato l’eccesso di specializzazione per poter lavorare in un’ottica di interdisciplinarietà e operare per una didattica e una ricerca di qualità, con forte presenza nel territorio».
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