martedì 24 novembre - Aggiornato alle 18:11

Ast: operaio prende 61 mila euro per l’esodo e li regala alla figlia, poi si rifugia in montagna

di Mar. Ros.

Sarà proiettato nelle sale cinematografiche del Politeama a Terni all’inizio del 2017, il quarto film del regista locale Andrea Sbarretti. ‘Lontano da tutti’, questo il titolo della pellicola alla quale l’autore ternano sta lavorando riprendendo il tema del cortometraggio ‘L’operaio’ premiato all’Umbria film festival 2014. La trama, semplicissima, è calata nella realtà della Conca e affonda ancora una volta le sue radici nelle tensioni della vertenza Ast con immagini vere degli scontri e delle manifestazioni di due anni fa: «Nel ‘95 lavorai per l’ex Titania – rivela – mi spedirono a Saronno al confine con la Svizzera, erano i tempi della privatizzazione e senza dubbio quell’esperienza mi ha segnato».

Il trailer

Produzione Anamnesi 3 Dopo ‘La sella del vento’, ‘Il muro del passato’ e l’ultima pellicola dedicata a ‘Don Pierino’ (2011), Sbarretti si era preso una lunga pausa, rimanendo dietro la macchina da presa per narrare la semplice della realtà nuda e cruda con l’esperimento ‘Io rifletto’.  A distanza di oltre cinque anni torna invece a incuriosire il suo pubblico con un Cinema povero: «La storia è banale – spiega il regista – racconta di un operaio che, stanco dell’incertezza che regna sull’acciaieria sceglie di prendere gli incentivi per l’uscita volontaria, li regala alla figlia che è una tipa piuttosto problematica e va a rifugiarsi in alta montagna, lontano da tutti appunto».

Sbarretti dice no al Cinema commerciale «Lo stile, oserei dire minimalista, è quello di un altro mio corto ‘Ti avrei perdonato’. Il film è lentissimo, le inquadrature durano moltissimo, la musica è quasi del tutto assente così come i dialoghi, quello che più conta è il suono della natura e il vero protagonista è il luogo, il non luogo». L’operaio, interpretato dal 60enne Luigi Fortunati, una volta presi 61 mila euro e donati alla figlia va ad immergersi in uno spazio aperto e gode della pace della montagna: «Le scene sono girate perlopiù a Collebertone, al quale sono particolarmente legato, ma compaiono anche Castelluccio, Leonessa, Buonacquisto e Giuncano, quello che più mi interessa è trasmettere l’atmosfera».

Twitter @martarosati28

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