Camminatori sul sentiero francescano

di Dan.Bo.

«Non vorremmo che questi sentieri percorsi dall’Uomo stimmatizzato, ovvero da san Francesco, diventino battuti da cacciatori e da veicoli a motore. Auspichiamo che si possa fare un passo indietro». Così fra Jorge Fernandez, dell’Ordine dei frati minori ha parlato giovedì ad Assisi del discusso emendamento Puletti al bilancio regionale, quello tramite il quale a fine dicembre sono state di fatto aperto le porte di sentieri e mulattiere dando il via libera alla «liberalizzazione ai veicoli a motore alla viabilità minore non vietata esplicitamente».

Ripensamento Il religioso ne ha parlato ad Assisi durante la presentazione dei dati 2023 dello Statio peregrinorum, il servizio della basilica di San Francesco che accoglie i pellegrini, rilascia l’attestato dell’avvenuto pellegrinaggio (Testimonium) e classifica i dati per elaborare le statistiche del turismo lento e sostenibile verso la tomba del Santo. Fernandez ha quindi «auspicato un ripensamento» mentre, sempre giovedì, a intervenire sul tema è stato il presidente generale del Club alpino italiano, Antonio Montani, che in una lettera aperta alla presidente della Regione Donatella Tesei ha chiesto «un ripensamento».

L’EMENDAMENTO PULETTI E LE MOSSE DELLA GIUNTA

Il Cai Per Montani «è un errore asserire che la circolazione dei mezzi motorizzati è consentita, tranne dove è vietato, per i sentieri il principio è ribaltato». «Ci sono poi – aggiunge – considerazioni che vanno al di là dell’attenta lettura delle norme e sono considerazioni di carattere generale, calate tra l’altro in una specifica realtà, quella umbra, che fa del suo paesaggio millenario e di riscoperti modi di frequentarlo, conoscerlo e amarlo, un punto di forza dell’offerta turistica e culturale. La rete sentieristica umbra è unica per concentrazione di elementi naturali, architettonici e paesaggistici che consente al camminatore in pochi chilometri di incontrare eccellenze culturali uniche al mondo».

Un disincentivo Il presidente ricorda poi che l’Umbria «è attraversata dal sentiero Italia Cai, che vede in questa regione alcune delle tappe più belle; dalla via Francigena che si appresta a ricordare gli 800 anni di San Francesco con eventi internazionali; e un dedalo di percorsi che uniscono borghi di bellezza unica. Anche nei drammatici mesi successivi al terremoto i sentieri hanno rappresentato un’occasione di ripartenza, portando in Umbria cittadini da tutto il paese per dimostrare la vicinanza a questa terra magica». «La presenza di motociclette sui sentieri – conclude – disincentiva la presenza dei camminatori che oggi rappresentano l’unico modello di sviluppo turistico davvero sostenibile e davvero utile alle popolazioni locali».

I cammini Tornando ai numeri della Statio peregrinorum, nel 2023 sono stati 4.227 (un numero sostanzialmente stabile a quello dell’anno precedente) i pellegrini arrivati ad Assisi a piedi (nel 96,5 per cento dei casi) o in bici prevalentemente per ragioni religiose. «Numeri da record» secondo il Sacro convento, con una crescita percentuale delle donne rispetto agli uomini (rispettivamente 51,5 per cento e 48,5 per cento contro il 48,3 per cento e 51,7 per cento del 2022) così come quella dei pellegrini che provengono dall’estero. In crescita anche gli arrivi in gruppo (34,2 per cento) rispetto a quelli in solitaria (65,8 per cento), così come gli stranieri, perlopiù europei: il 15,5 per cento arriva dalla Germania, il 5,2 per cento dalla Francia, il 3,66 per cento dagli Stati Uniti.

Un momento della presentazione dei dati

I numeri In notevole aumento gli ultra 65enni (59,5 per cento rispetto al 35,3 di un anno prima), seguiti dalla fascia 30-60 anni (32,1 per cento contro il 45,9 per cento del 2022) e il 6,3 per cento della fascia 18-30 (14,15 per cento nel 2022). Per quanto riguarda le professioni, il 21,29 per cento dei pellegrini è in pensione, l’8,62 per cento sono insegnanti (6,45 per cento nel 2022) e l’8,52 per cento studenti (12,76 per cento nel 2022). La Via di Francesco si conferma il cammino francescano maggiormente percorso con l’81,4 per cento, seguito da «Di qui passò Francesco» con il 5,2 per cento e dal «Cammino di Assisi» con il 5,12 per cento. E a gestire tutti i cammini e gli itinerari potrebbe essere, come annunciato da Davide Rondoni, un ente unico.

Moroni «I numeri in crescita – ha detto fra Marco Moroni, Custode del Sacro convento – mi sembra siano una risposta a un’esigenza di profondità e di autenticità, nel contatto con la natura, nel confronto e nella condivisione semplice con i compagni di viaggio, nella rinuncia ai comfort e ai vantaggi del turismo tradizionale. Ed è molto significativo che sia un fenomeno che riguarda un po’ tutte le fasce d’età. Forse abbiamo bisogno di occasioni come questa per fermarci a riflettere sul significato di questi numeri, dietro ai quali ci sono persone, storie, sogni e bisogni, per poter comprendere meglio il mondo in cui viviamo e servire nell’accoglienza questi fratelli e sorelle così come san Francesco e la Chiesa ci chiedono».

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