Gianni Troiani con George, il suo vice allenatore

di Ma.Ma

«Africa, non spezzare il mio sogno». E’ un appello accorato quello di i Gianni Troiani, ex grifone del Perugia degli anni 60-70, protagonista della prima promozione dalla C alla B della squadra allenata da Guido Mazzetti, da un anno e mezzo allenatore di una squadra di Nairobi, il Nakumat F.C. che partecipa al campionato di serie B, in una nazione sconvolta dalla guerra civile.

Il racconto «Ho lasciato Nairobi avvertendo come un presentimento: ho accelerato la partenza di un giorno, e 24 ore dopo , tornato a casa a Perugia, ho visto in tv quel massacro di persone. Non nascondo che mi sono sentito un mezzo miracolato, perché io in quel grande magazzino ci passo molte ore, soprattutto il martedì e il giovedì quando sono libero dagli impegni con la squadra. Li trascorro alcune ore per lo shopping o per consumare il pasto».Troiani sarebbe dovuto ripartire per Nairobi venerdì mattina, per riprendere la preparazione dopo un turno di sosta, ma gli amici di laggiù compreso il suo primo collaboratore, il vice allenatore, gliel’hanno hanno sconsigliato. «Considero oramai Nairobi la mia seconda patria, nonostante a Perugia io abbia tutto, una famiglia, nipoti e figli meravigliosi, considero la mia una sorta di missione. Stare con quei ragazzi che prima del mio arrivo giocavano per strada, che sognano di diventare campioni di calcio, che fanno mille sacrifici, che si accontentano del poco, che hanno un entusiasmo difficile da raccontare, mi gratifica, mi fa sentire utile. Non vedo l’ora di tornare da loro, ma debbo aspettare notizie migliori, perché mi dicono che la situazione è drammatica».

«Conosco quel posto» Moglie e figli non l’hanno dissuaso quando decise di partire per quella avventura. A incoraggiarlo, anche Leonardo Dolciami, un amico di Tavernelle (che a Nairobi ha una azienda che commercializza appunto impianti per i grandi magazzini, anche a uno di questi appartenenti alla catena dove c’è stato l’attentato nei giorni scorsi, con più di 70 morti), ma ora Stefania e Michele, i figli, lo hanno supplicato: «Non partire fino a quando la situazione non si stabilizza». Troiani è in attesa di buone nuove, ma chiaramente non vuole fare karakiri: «Resto in attesa, ma è chiaro che io dai miei ragazzi voglio tornare. Ho preso un impegno preciso con il patron della società che è poi il proprietario della catena di supermercati Nakumat, un indiano che ha grande ambizioni calcistiche e proprio prima di partire mi aveva espresso il desiderio di portare la squadra in turnè in Italia e magari in Umbria. Il fatto che uno dei suoi magazzini è andato distrutto dalle bombe, avrà raddoppiato il suo desiderio di rilanciare l’attività, ricostruendolo in poco tempo».

«Voglio ritornare» Non si perde un telegiornale Troiani, segue su internet le notizie minuto per minuto, è in contatto con skype con i suoi collaboratori: «Intanto è quasi sicuro che il campionato verrà sospeso – dice – e mi sembra la decisione più giusta». Anche il calcio, che a Nairobi ha una forza dirompente, può e deve aspettare tempi migliori». Dopodiché Troiani prenderà il primo volo per Nairobi e proverà a realizzare il suo sogno, quello di portare la squadra alla seconda promozione consecutiva, cioè la serie A.

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