giovedì 6 agosto - Aggiornato alle 01:06

Asma allergica e Coronavirus, ecco in quali casi è un fattore di rischio grave

Le linee guida dell’Istituto superiore di sanità: come comportarsi se si sospetta di avere il Covid-19

Foto: Jmarch (nhttps://commons.wikimedia.org/wiki/User:Jmarchn)

L’allergia stagionale può essere un fattore di ulteriore rischio se si contrae il Coronavirus? A rispondere sull’argomento è l’Istitito superiore di sanità, che in un articolo sottolinea come «una gran parte della popolazione (fino al 15-20%) riferisce sintomi stagionali legati al polline, i più comuni dei quali comprendono prurito agli occhi, congestione nasale, naso che cola e talvolta respiro sibilante ed eruzione cutanea. Tutti questi sintomi sono generalmente indicati come febbre da fieno, allergia ai pollini o rinite allergica, che è comunemente associata all’asma allergica nei bambini e negli adulti».

Quando è un rischio Negli studi finora disponibili – scrive l’Iss – le allergie, incluso l’asma allergico lieve, non sono state identificate come un fattore di rischio importante per l’infezione da Coronavirus, o per un risultato più sfavorevole. Invece, l’asma in forma da moderato a grave, in cui i pazienti hanno bisogno di cure quotidiane, è incluso nelle condizioni polmonari croniche che predispongono alla malattia grave.

Come comportarsi Bambini e adulti in terapia di mantenimento per allergie (ad es. Inibitori dei leucotrieni, corticosteroidi per via inalatoria e/o broncodilatatori) devono continuare il trattamento come prescritto dal medico e non devono interrompere la terapia a causa dei timori di Covid-19. Se sviluppano sintomi compatibili con Covid-19, dovranno autoisolarsi, informare il proprio medico e monitorare la propria salute come tutti gli altri. Se si sviluppa una difficoltà progressiva respiratoria, devono cercare immediatamente assistenza medica.

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