Maria Gigliola Rosignoli e Antonello Fratini hanno tracciato un bilancio delle attività della Asl 3 nel 2010

di Daniele Bovi

«Tanti auguri e buon Natale». Nella stanza a fianco ci sono tartine e prosecco per provare a mandare giù «un 2010 molto duro», in questa una quarantina di dipendenti tra medici, dirigenti e personale amministrativo della Asl3 che anche visivamente si sono compattati intorno a Maria Gigliola Rosignoli, il direttore generale della Asl folignate indagata nell’ambito dell’inchiesta della procura di Perugia comunemente conosciuta come «Sanitopoli». Al di là dell’occasione ufficiale di questa mattina, ovvero l’esposizione delle attività svolte dalla Asl nel 2010, la conferenza stampa è servita a comunicare all’esterno l’immagine di un’azienda compatta intorno al suo «capo».

La resistenza di Maria Gigliola Vincenzo Riommi, l’ormai ex assessore regionale alla Sanità, si è dimesso nonostante il suo nome non risulti iscritto nel registro degli indagati e nonostante il fatto che contro di lui non sia stato mosso alcun addebito. La Rosignoli, invece, resiste sulla tolda di comando dell’Asl3. «Ho deciso di non dimettermi – dice la Rosignoli ad Umbria24.it a margine dell’appuntamento di oggi – perché intanto Riommi è un politico mentre io sono un tecnico. Le dimissioni presuppongono una questione politica. Io sono un tecnico e ho un contratto di cinque anni». La questione politica dunque, secondo la Rosignoli, non si pone.

Gigliola non mollare «Tutti – prosegue la Rosignoli – mi hanno chiesto di non mollare e io per senso di responsabilità sono qui. Io so come ho lavorato in questi anni. Poi certo, il direttore generale di una Asl è un obiettivo facile da colpire». Su chi la vuole colpire però la Rosignoli preferisce trincerarsi dietro a quache frase sibillina: «Noi direttori generali siamo solo sei, mentre i sindaci ad esempio sono tanti. La magistratura ovviamente non c’entra nulla, fa solo il proprio lavoro, ma io so chi è stato».

Massacro mediatico Il ragionamento del direttore generale poi si sposta sul presunto attacco mediatico sferrato al territorio di Foligno: «Questo territorio – dice sempre la Rosignoli a Umbria24.it – è stato colpito da un vero e proprio massacro mediatico. La gente, gli operatori, le persone che erano qui oggi lo sentono come un attacco esterno non della magistratura ma dei giornali. Pensi che l’altro giorno ho incontrato un vecchietto per strada che mi ha detto “Resisti Gigliola!”. Prima sei il migliore e poi ti attaccano. Comunque io qui mi sono sentita amata. I dipendenti hanno mostrato grande senso di responsabilità e attaccamento».

Tutti compatti In precedenza, durante la conferenza stampa, la Rosignoli era tornata sul «massacro» sostenendo come però lei e l’azienda abbiano avuto «la forza di reagire. Ho avuto la forza di andare avanti perché siamo stati compatti. Qui i dipendenti non hann replicato, sono stati zitti e hanno subito. Io mi sento di ringraziare l’azienda per il senso civico, la lealtà e la fiducia dimostrate nei confronti della direzione». Sui dettagli dell’inchiesta il direttore generale non è voluto entrare, «non è questa la sede. Io comunque sono serena, allo stato non so neanche quali sono i nostri addebiti».

CONTI IN ORDINE E SERVIZI MIGLIORI

La Rosignoli, nella parte della mattinata dedicata al bilancio 2010, ha ricordato che la Asl 3 dell’Umbria è la prima azienda regionale ad aver ottenuto la certificazione di qualità Iso 9001 per 23 strutture organizzative amministrative e ospedaliere. «Per il quarto anno il bilancio chiude in pareggio – ha quindi sottolineato la Rosignoli – con un incremento significativo dei servizi. Questo risultato è stato ottenuto grazie alla professionalità degli operatori che hanno fatto squadra in un anno difficile».

I risultati Nel 2010 l’azienda sanitaria locale ha completato i lavori per la riorganizzazione dell’ospedale di Spoleto, per una spesa complessiva di 20 milioni di euro, e terminato l’attività per la riabilitazione a Trevi e a Cascia, oltre ai posti per la riabilitazione cardiologica spoletina. All’incontro è intervenuto anche il direttore sanitario Alessandro Fratini, ricordando che il potenziamento degli ospedali di Foligno e Spoleto, nel 2010, è stato possibile anche attraverso i finanziamenti delle Fondazioni Cassa di Risparmio di Foligno e Spoleto, per una cifra complessiva di 2,5 milioni di euro. Fratini poi ha sottolineato il potenziamento dei servizi psichiatrici e il fatto che la spesa farmaceutica della Asl è molto bassa al punto che è stata individuata dal ministero della Pubblica amministrazione come un esempio per la riduzione della spesa farmaceutica.

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