Arrone

di Fabio Toni

Cresce l’attenzione attorno alla vicenda della centrale a biomasse di Arrone. Sui lavori di costruzione dell’impianto, già a buon punto, incombe la scadenza delle concessioni prevista per il prossimo 16 marzo. Obiettivo dei cittadini, riuniti nel comitato ‘Salviamo la Valnerina’, è bloccare l’opera e far sì che le istituzioni del territorio, Provincia in testa, non concedano alcuna proroga.

L’impianto La centrale dovrebbe sorgere – il condizionale a questo punto è d’obbligo – in località Isola, all’interno del comune di Arrone. L’area è a vocazione industriale e commerciale, anche se situata a poche decine di metri dal confine del parco fluviale del Nera e a non più di tre chilometri in linea d’aria dalla Cascata delle Marmore. L’impianto da 930 kilowatt di proprietà della società ternana Espandy, è stato progettato per bruciare oli vegetali combustibili.

La protesta L’avviso con cui la Provincia di Terni rendeva noto l’ok all’impianto risale al marzo del 2011. L’accusa rivolta da alcuni cittadini alle istituzioni è di aver tenuto ben nascosto il progetto, per farlo passare sotto traccia. Un punto di vista emerso con forza durante le assemblee pubbliche organizzate ad Arrone e durante il consiglio comunale convocato lo scorso febbraio. In quell’occasione l’assemblea – allineandosi al punto di vista del comitato – con un atto di indirizzo aveva espresso la propria contrarietà alla costruzione di ‘impianti inquinanti sul territorio’. Troppo tardi, forse. Ma i cittadini non si sono persi d’animo e, oltre a chiedere la stessa presa di posizione agli altri comuni della zona, hanno proseguito con le iniziative, gli incontri e il tam-tam sulla rete. Tanto che oggi il gruppo ‘Salviamo la Valnerina’ su Facebook conta oltre 800 partecipanti.

Le paure A rischio, ci sono «salute e ambiente». Ecco gli argomenti dei ‘contrari’, che riguardano in primis le possibili conseguenze per la salute dei residenti: «Temiamo le polveri sottili, gli ossidi di azoto, gli idrocarburi e tutte quelle sostanze nocive che rischiamo di respirare, visto che l’impianto sorgerà a pochi passi dalle case. Ci sembra poi un paradosso – spiegano – che una struttura del genere venga edificata in una zona di grande pregio ambientale e turistico, a pochi passi dalla Cascata delle Marmore e a ridosso del parco fluviale del Nera. Ci sembra evidente il danno anche per le attività economiche della zona, a fronte di un ritorno inesistente dal punto di vista occupazionale».

Le prossime iniziative Per giovedì, alle ore 21 negli spazi del centro sociale di vocabolo Colleporto, è stata organizzata una nuova assemblea civica per fare il punto della situazione e definire gli ultimi dettagli in vista della manifestazione di protesta organizzata per venerdì mattina a Terni. Il corteo partirà alle 10 da palazzo Spada, fino a raggiungere la sede della Provincia. Nel frattempo anche l’associazione ‘Berlinguer’ conferma il proprio sostegno al comitato: «La centrale a biomasse – afferma il presidente, Giocondo Talamonti – è un corpo estraneo in un contesto di assoluto pregio. Non possiamo ignorare le conseguenze negative per la salute e per l’ambiente. Tutte le amministrazioni del territorio devono fare la propria parte, incluso il comune di Terni che ha chiesto di inserire la Cascata delle Marmore fra i beni tutelati dall’Unesco».

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