La Regione Umbria ha chiuso il procedimento avviato dalla società Edurne Green Srl per la realizzazione di due grandi impianti eolici nel territorio comunale di Gubbio. La Direzione regionale Governo del territorio, ambiente e protezione civile ha infatti dichiarato «improcedibili le domande» e ne ha disposto «l’archiviazione», mettendo fine all’iter autorizzativo «così come era stato presentato».
Le richieste riguardavano due progetti distinti, denominati Gubbio Nord e Gubbio Sud. Il primo prevedeva un impianto eolico da 64,8 megawatt, accompagnato da un sistema di accumulo da 63 megawatt. Il secondo era invece progettato per una potenza di 36 megawatt, con un sistema di accumulo da 12 megawatt. Entrambi i progetti sono stati sottoposti a «una verifica tecnica approfondita» da parte del Servizio Transizione energetica e sviluppo sostenibile della Regione.
Dall’analisi della documentazione sono emerse «criticità rilevanti, tali da non consentire il proseguimento della procedura». In molti casi i documenti caricati sulla piattaforma regionale risultavano «incompleti: diversi elaborati erano costituiti soltanto dal frontespizio, senza contenuti tecnici veri». «Una parte del materiale, inoltre, era stata resa disponibile attraverso collegamenti esterni, una modalità non consentita dalle regole regionali, che impongono l’utilizzo esclusivo della piattaforma digitale Suape per questo tipo di istanze», rende noto la Regione.
Un altro nodo ha riguardato la tipologia del procedimento. Le domande erano state presentate come se si trattasse di impianti eolici di nuova costruzione, mentre dalla documentazione emergeva che i progetti rientravano nella categoria degli impianti ibridi, per i quali la normativa prevede un inquadramento diverso. A questo – fa sapere la Regione – si sono aggiunte ulteriori «carenze di natura tecnica e legale», come l’assenza degli schemi necessari per la connessione alla rete elettrica nazionale gestita da Terna, la mancanza di una relazione sugli usi civici e l’assenza delle concessioni richieste per le aree demaniali interessate.
Il provvedimento di archiviazione è stato adottato «sulla base della legge 241 del 1990 e della legge regionale 7 del 2025». La Regione Umbria ha comunque chiarito che «la chiusura del procedimento non preclude la possibilità, per la società proponente, di ripresentare nuove domande in futuro». Questo potrà avvenire «solo a condizione che le istanze siano complete di tutta la documentazione tecnica e legale prevista e trasmesse correttamente attraverso i canali digitali ufficiali».
Sulla vicenda è intervenuto anche l’assessore regionale De Luca, che ha criticato l’avvio parallelo della Valutazione di impatto ambientale a livello ministeriale. «È assurdo che un procedimento di autorizzazione unica archiviato dalla Regione con un’attenta analisi della documentazione venga invece avviato dal ministero – ha dichiarato –. I rappresentanti umbri delle forze di centrodestra, oggi al Governo, dovrebbero smetterla di essere negazionisti a casa e in imbarazzante silenzio a Roma. In Umbria le cose o si fanno per bene o non si fanno».
La decisione della Regione riporta così al centro il tema delle regole e della qualità dei progetti nel campo delle energie rinnovabili, in un territorio come quello eugubino dove l’attenzione all’impatto ambientale e alla correttezza delle procedure resta un passaggio decisivo prima di qualsiasi autorizzazione.
