«Nostro padre ci ha insegnato il grande rispetto per il nostro mestiere e per le persone che lavorano con noi». Questo hanno detto i tre figli di Arnaldo Caprai, ossia Arianna, Marco e Luca, l’imprenditore che ha reso grande il Sagrantino di Montefalco e che è scomparso il 4 gennaio all’età di 92 anni. Fissati i funerali di Arnaldo Caprai, che si svolgeranno martedì 7 gennaio 2026 alle 10 nella chiesa di San Feliciano a Foligno.
In una nota diffusa dall’azienda, Arianna, Marco e Luca Caprai, ricordano il padre Arnaldo Caprai come «un ottimista e un generoso», un genitore che ai propri figli ha insegnato a «guardare sempre avanti, a credere nell’impresa e nello sviluppo. La sua – dicono Arianna, Marco e Luca Caprai – è stata una grande visione imprenditoriale, prima nel tessile, poi nel vino». Nel guardarsi indietro i tre figli di Arnaldo Caprai vedono il padre come «un uomo che ha sempre creduto nelle grandi imprese, con una visione aperta al futuro e con un profondo impegno sociale: aveva 92 anni e fino all’ultimo ha trasmesso a tutti noi che il futuro si costruisce con passione e fiducia», è scritto in una nota che ripercorre la vita dell’imprenditore.
Classe 1933, Arnaldo Caprai all’età di 22 anni inizia a lavorare come venditore di corredi e biancheria per la casa nel Centro Italia. Un lavoro svolto con passione, competenza e forte spirito di iniziativa che, nel corso degli anni, gli permette di raggiungere un successo tale da spingerlo a consolidare e ampliare la sua attività , fino a mettersi in proprio e produrre biancheria per la casa in prima persona.
Nel 1964 apre il suo primo maglificio artigianale e, pochi anni dopo, nel 1968, crea la società Maglital, poi conosciuta in tutto il mondo col marchio Cruciani. Verso la metà degli anni Settanta definisce e realizza una filiera integrata che gli consente di sviluppare in proprio l’intero processo produttivo e di creare pezzi preziosi ed eleganti di arredamento per la casa.
Negli stessi anni emerge la passione dell’imprenditore per i manufatti in merletto, che lo portano a costituire una straordinaria collezione museale oggi composta da oltre 25 mila e reperti, considerata «la più importante collezione delle arti tessili esistente al mondo». Da qui il primo Museo virtuale delle arti tessili, inaugurato nel 2007, che gli vale il premio Guggenheim “Impresa & Cultura”. L’azienda tessile Arnaldo Caprai diventerà un punto di riferimento internazionale per la qualità del Made in Italy, con prodotti che spaziano dalla biancheria pregiata ai capi in cashmere del marchio Cruciani.
Â
La fama mondiale di Arnaldo Caprai, però, è indissolubilmente legata al Sagrantino di Montefalco. Negli anni Settanta, quando questo vitigno autoctono umbro era ancora poco conosciuto e quasi dimenticato, confinato a una dimensione locale, Caprai intuisce un’opportunità straordinaria dove altri vedevano solo limiti. Nel 1971 acquista 42 ettari a Montefalco, di cui quattro già vitati nella Tenuta Val di Maggio, e lancia con grande passione un progetto visionario per la valorizzazione del Sagrantino.Â
«Nostro padre compra la prima parte di questa azienda agricola con l’idea di produrre Sagrantino perché quello era il vino che faceva ancora allora la differenza di notorietà di questo territorio», raccontano i figli. La ricerca continua dell’eccellenza produttiva e l’impegno costante nell’innovazione di processo fissano il successo internazionale del Sagrantino di Montefalco e dell’azienda Arnaldo Caprai. L’azienda diventa leader nella produzione di questo vitigno autoctono, contribuendo in modo decisivo a far conoscere Montefalco e il suo vino nel mondo.
Oggi l’azienda produce circa un milione di bottiglie all’anno che hanno portato il Sagrantino sulle tavole più prestigiose del pianeta, con riconoscimenti internazionali che ne hanno sancito l’eccellenza. Il nome di Arnaldo Caprai resterà per sempre legato al mondo del vino attraverso le sue iconiche bottiglie di Sagrantino, simbolo di una visione che ha trasformato un vitigno dimenticato in un’eccellenza riconosciuta a livello globale.
Â
Una straordinaria avventura imprenditoriale che il 2 giugno 2003 spinge il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi a nominarlo Cavaliere del lavoro per meriti in agricoltura, riconoscimento che corona un percorso di vita e lavoro lungo settant’anni, suggellando una carriera dedicata non solo al successo economico, ma alla responsabilità verso il territorio, le persone e le generazioni future.
