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sabato 12 giugno - Aggiornato alle 21:18

Armillei, dedica di Ceccanti alla Camera dei deputati: Terni si muove per ricordarlo

L’esponente Pd durante il voto sull’elettorato attivo per il Senato: «Da lui ho imparato tanto anche sulle istituzioni»

di M.R.

«Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Ce lo ripeteva sempre mentre dava, ogni giorno, se stesso con allegria e dolcezza ma anche fermezza e rigore». Queste le parole del figlio di Giorgio Armillei, Francesco, pronunciate durante il funerale. E lo stesso passaggio lo riprende anche il giurista e parlamentare Stefano Ceccanti del Pd nel suo articolo su Avvenire, in cui ricorda l’ex assessore ternano come una sorta di enciclopedia vivente sugli atenei, esperto conoscitore di economia, letteratura, politica e molto altro ancora. Lo stesso Ceccanti lo ha recentemente ricordato in Aula, alla Camera, durante la discussione sulla proposta di legge costituzionale che riduce il limite minimo di età per gli elettori del Senato da 25 a 18 anni: «Un augurio ai nostri 18-25enni che, quando potranno recarsi alle urne, avranno come tutti due schede, invece che una, e un ringraziamento a una persona da cui ho imparato tanto anche sulle istituzioni: l’amico Giorgio Armillei, già assessore al comune di Terni, è scomparso improvvisamente sabato e ha lasciato in molti di noi un vuoto. Voglio ringraziarlo, voglio dedicargli questo voto».

Giorgio Armillei E anche Terni vuole ringraziare Armillei: un gruppo di amici e conoscenti più o meno vicini all’ex assessore, col benestare della famiglia, si impegnerà affinché il ricordo di Giorgio non svanisca e a muovere i fili c’è l’amica, collega e profonda estimatrice dello stesso, Alessandra D’Egidio, della direzione Cultura del Comune di Terni che rispondendo anche alle sollecitazioni di molti, in questi giorni, esclude che l’iniziativa possa essere quella dell’intitolazione della bct (la biblioteca comunale), anche perché servirebbero dieci anni. Per Armillei la sensazione è che si voglia fare di più di una targa col suo nome: «Ai titoli preferiva la concretezza, i contenuti. Era un illuminato e regalava la sua velocità di pensiero e il suo spessore culturale per provare sempre a migliorare le cose. Ragioniamo per un po’ su come rendergli omaggio come merita». E di Giorgio restano ad esempio molti scritti, alcuni dei quali li dustodisce anche Alessandra, provata dal dolore ma anche desiderosa di onorare la memoria di un uomo che ha segnato la sua vita e quella di tanti altri, quindi mossa da una nuova energia: «A chi mi chiede come sto rispondo molto sinceramente che mi sembra di aver perso una parte di me».

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