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venerdì 9 dicembre - Aggiornato alle 16:10

Arcivescovo Maffeis alla veglia per la pace: «Non si ottiene con la forza»

«C’è bisogno di rispetto dei diritti dei popoli, della giustizia e della dignità umana»

«È bello ed è doveroso pregare per la pace». Così l’arcivescovo mons. Ivan Maffeis ha salutato i numerosi fedeli che mercoledì sera, 5 ottobre, si sono ritrovati nella cattedrale di San Lorenzo di Perugia, accogliendo l’invito del Charis, il Rinnovamento carismatico cattolico, a partecipare alla Veglia di preghiera per la pace in Ucraina e in tutte le aree del mondo in guerra, promossa in molte altre comunità diocesane italiane. Una veglia che a Perugia è iniziata con la celebrazione della messa, seguita dall’adorazione eucaristica meditata e conclusa con la supplica davanti all’icona della venerata Madonna delle Grazie.

Conseguenze anche a Perugia «Oltre che sulle popolazioni stremate dalla violenza e dalla morte – ha ricordato mons. Maffeis all’omelia – , la mancanza di pace sta portando le sue conseguenze su tutti, anche sulla nostra comunità diocesana, in termini di preoccupazione, di tensioni sociali, di impoverimento, di crisi alimentare con prezzi e logiche speculative che a tanti rendono difficile se non impossibile l’accesso a beni primari».

La forza non costruisce la pace «Questa sera, in comunione con tante altre comunità che hanno aderito all’iniziativa promossa dal Rinnovamento carismatico cattolico – ha proseguito l’arcivescovo – , ci ritroviamo in preghiera. Con San Francesco siamo animati dalla speranza che – come diceva ieri (il 4 ottobre, n.d.r.) il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei– ‘il lupo terribile della guerra possa essere addomesticato’. La via per farlo non passa dalla violenza, che non risolve mai i conflitti: anche quando un atto di forza può essere necessario come forma di difesa, non è con la forza che si costruisce la pace. La pace vive di rispetto dei diritti dei popoli, della giustizia e della dignità umana. Vive di stima e accoglienza reciproca, di rapporti fraterni e solidali. Vive di fiducia in Dio, che in Cristo ci ha perdonati e riconciliati».

Alla sorgente della preghiera «Questa fiducia – ha commentato mons. Maffeis, avviandosi alla conclusione dell’omelia – è alimentata alla sorgente della preghiera. Una preghiera che, con le parole di Gesù, nasce dalla scoperta della paternità di Dio e invoca l’avvento del suo Regno, ossia del suo disegno sul mondo, sull’umanità. Questo Regno è già presente: in ogni atto di amore, di servizio, di gratuità di cui si nutre la vita di ciascuno». Il testo integrale dell’omelia è consultabile e scaricabile sul sito: www.diocesi.perugia.it (sezione “arcivescovo”).

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