di Maurizio Troccoli

E’ stata approvato il piano Casa, la legge regionale che permette di ampliare le superfici edilizie, in Umbria. Questi interventi riguarderanno diverse tipologie di fabbricato secondo modalità diverse. Infatti la legge prevede premialità di ingrandimento differenti a seconda se queste siano accompagnate da interventi  “positivi”, ovvero tesi a migliorare il contesto ambientale, paesaggistico e per quel che riguarda le energie alternative. Prima di introdurci alla comprensione dei provedimenti definiti oggi è bene stabilire fin da subito che il servizio è suddiviso per categorie a seconda delle tipologie di fabbricato che potrebbero essere interessate dal provvedimento di edificabilità. Va detto altresì che per Suc si intende la superficie utile coperta.

Edifici residenziali, produttivi e rurali Gli interventi edilizi, per i quali sono previste premialità di ampliamento della Suc, riguardano sia gli edifici a destinazione residenziale che a destinazione produttiva, oltre a quelli presenti in aree rurali. Gli interventi dovranno mirare a più elevati livelli di sicurezza, di efficienza energetica e di qualità architettonica e potranno essere eseguiti soltanto in coerenza con le caratteristiche del luogo nel quale sono ubicati.

Gli edifici esclusi dal piano Sono esclusi gli edifici ricadenti nei centri storici e negli insediamenti storici, nelle aree soggette a vincoli di inedificabilità assoluta, quelli ricadenti nelle zone boscate, nelle zone a rischio di frana e a rischio idraulico, negli ambiti sottoposti a consolidamento degli abitati, quelli ricadenti negli ambiti di riserva integrale e di riserva generale orientata dei parchi nazionali quelli classificati come beni culturali, come edilizia speciale, monumentale o atipica, comunque ricadente in aree sottoposte a vincolo paesaggistico.

Nuovi edifici.+25% per classe A e +15% per classe B L’ampliamento della Suc, per i nuovi edifici che ottengono la certificazione di sostenibilità ambientale; la potenzialità edificatoria rispetto allo strumento urbanistico generale, piano attuativo o da altre specifiche normative, con esclusione degli interventi nei centri storici, è incrementata del 25 per cento se classificati in classe A e del 15 per cento se classificati in classe B. Nel caso di ristrutturazioni su edifici esistenti che conseguono la certificazione di sostenibilità ambientale, gli incrementi vengono applicati sulla Suc esistente.

Quello che possono fare i Comuni entro 60 giorni Il Comune, con proprio atto da adottare entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge, può escludere ulteriori aree dall’applicabilità della normativa, o stabilire limiti inferiori di incremento delle quantità edificatorie in ragione delle caratteristiche del territorio.

25% in più, o al massimo 80 metri quadri Per gli ampliamenti degli edifici a destinazione residenziale, sono consentiti interventi edili entro un limite massimo del 25 per cento della Suc di ciascuna unità immobiliare e comunque fino al massimo complessivo di 80 metri quadrati. Le tipologie rientranti in questi parametri sono: unifamiliare o bifamiliare; avente Suc non superiore a 400 metri quadrati, indipendentemente dal numero delle unità immobiliari.

Con almeno 8 alloggi, premio 60 metri, destinati a canone concordato Nel caso di interventi su edifici costituiti da almeno otto alloggi e Suc di ottocento metri quadrati, l’incremento della stessa Suc è destinato, qualora si realizzano nuove unità abitative, almeno per un terzo alla realizzazione di abitazioni di dimensioni non inferiori a 60 metri quadrati da locare a canone concordato.

Residenze in zone agricole In merito agli edifici a destinazione residenziale ricadenti nelle zone agricole realizzati successivamente al 1997 sono consentiti ampliamenti entro un limite massimo del 25 per cento della Suc fino a un massimo di 80 metri quadrati. Stesse premialità valgono anche per quelli realizzati in data anteriore al 13 novembre 1997, per i quali, l’ampliamento, a differenza di quanto disposto dalla legge n. 11/2005, è consentito anche oltre il limite di 450 metri quadrati.

Interventi di recupero Per quanto riguarda gli interventi di recupero su edifici a destinazione residenziale, essi possono essere demoliti e ricostruiti con un incremento della Suc entro il limite del 25 per cento di quella esistente, si dovrà comunque conseguire la certificazione di sostenibilità ambientale almeno in classe B.  Qualora gli edifici interessati da interventi di demolizione e ricostruzione siano almeno tre, ricompresi in un Piano attuativo, la Suc può essere incrementata complessivamente entro il limite massimo del 35 per cento di quella esistente. Certificazione minima in classe B.

Altre desinazioni d’uso. Premio all’asilo nido Gli interventi sono possibili anche su edifici residenziali ove sono presenti destinazioni d’uso diverse, nella misura comunque non superiore al 35 per cento della Suc esistente, conteggiata su quella relativa a residenza. Se gli interventi prevedono la realizzazione di locali adibiti ad asili nido o altre funzioni socio-culturali pubbliche o di interesse pubblico, la Suc viene incrementata di un ulteriore 5 per cento.  Per quanto concerne gli edifici a destinazione produttiva e non residenziale al 75 per cento, ricadenti negli appositi insediamenti, ad esclusione di quelli commerciali per medie e grandi strutture di vendita e centri e poli commerciali, possono essere ampliati (interventi di ristrutturazione urbanistica ed edilizia, demolizione e ricostruzione), con un incremento massimo della Suc del 30 per cento di quella non residenziale.

Ulteriore 5% in più per pannelli solari Se gli interventi prevedono la installazione su tutte le coperture degli edifici di impianti fotovoltaici si prevede una premialità ulteriore del 5 per cento della Suc, la quale viene incrementata di un altro 5 per cento nel caso di interventi che prevedano la rimozione di tutte le coperture in cemento amianto.

Ulteriore 10% in più su aree da bonificare Se gli interventi vengono effettuati su aree industriali dismesse e l’area sia classificata come sito da bonificare, la Suc viene incrementata di un ulteriore 10 per cento.

I Comuni decidono sulle altezze Per quanto riguarda, infine, l’ampliamento in altezza degli edifici, saranno direttamente i Comuni a rilasciare eventuali deroghe per le quali sarà comunque necessaria l’adozione di un Piano attuativo (comunque fino a un massimo di metri lineari 3.50 e nel rispetto delle caratteristiche architettoniche dei luoghi).

Il risultato del voto in Regione
Il consiglio regionale ha approvato nel primo pomeriggio con 17 voti a favore e 13 astensioni (di Pdl, Lega Nord, Udc e Idv) il disegno di legge della giunta nota ome piano Casa L’atto legislativo ha tenuto conto, nel testo, di altre due analoghe proposte di legge: una del consigliere Gianfranco Chiacchieroni (Pd) e una del gruppo consiliare del Pdl, oltre che di alcune indicazioni contenute nel parere (obbligatorio) del Consiglio per le autonomie locali. Respinti dall’aula undici emendamenti dell’opposizione (dieci del Pdl e uno della Lega Nord), mentre sono stati approvati un emendamento della maggioranza consiliare (Pd, Idv, Prc e Socialisti) e tre della giunta regionale.

Non mancano le polemiche Il gruppo Idv si è astenuto oggi in consiglio regionale sul nuovo piano casa perchè, anche se «qualche miglioramento al testo di legge c’è stato», il piano stesso «rinnega sostanzialmente tutti i proclami sulla green economy»: lo dice, in una nota, Paolo Brutti, segretario e consigliere regionale dell’Italia dei valori, anche a nome del suo capogruppo, Oliviero Dottorini. «Si è voluto ripescare – dice Brutti, in una nota – una delle più contestate leggi berlusconiane, peraltro fallita nel resto d’Italia, credendo che allargare un fabbricato del 20 per cento rilanci l’economia e il settore dell’edilizia. L’unico risultato sarà una cementificazione aggiuntiva dei terreni agricoli, una perdita di indentità paesaggistica che in Toscana hanno evitato, ricavandone miliardi, mentre da noi si va in tutt’altra direzione. Starà ora alla sensibilità dei sindaci custodire l’immagine dei propri territori impedendo, con i vincoli dei piani d’attuazione, inammissibili soprelevazioni alle volumetrie dei fabbricati, con una palese alterazione del nostro paesaggio. Quello che turba e demoralizza – conclude Brutti – è che siamo sempre più soli a combattere queste battaglie, definite sacrosante dalla maggioranza dei cittadini».

Le posizioni degli altri partiti Per la maggioranza di centrosinistra, le modifiche apportate al precedente piano casa con il disegno di legge in discussione oggi in consiglio regionale possono produrre risultati importanti, mentre l’opposizione di centrodestra, fortemente critica nei confronti del precedente piano (che «ha prodotto zero risultati»), lamenta «le troppe restrizioni e limitazioni contenute anche in quello oggi in discussione». L’Idv, con Paolo Brutti, ha rilevato la «scarsa organicità della normativa». Il relatore di maggioranza, Gianfranco Chiacchieroni, ha rilevato che nel nuovo piano casa «ci sono meno limitazioni per chi vuole investire», mentre il relatore di minoranza, Raffaele Nevi (Pdl), ha osservato che «il privato può essere un importante alleato per lo sviluppo del territorio». Per i socialisti, Massimo Buconi ha invocato «un testo unico per le leggi in materia di urbanistica», mentre Sandra Monacelli, (Udc) ha parlato di «sforzo apprezzabile di dare una risposta alla mancata applicazione del precedente piano». «Nebulosa»: questo l’aggettivo usato da Rocco Valentino (Pdl) per definire «una normativa che presta il fianco a speculazioni micidiali». Invece per Vincenzo Riommi, il testo oggi in aula è «equilibrato, e supera alcune rigidità, ragionando sempre nell’ottica del governo del territorio». Massimo Mantovani (Pdl) ha chiesto di «rivedere l’intero corpo delle legge regionali urbanistiche», mentre Andrea Smacchi ha fatto rilevare che «mettendo mano ai fabbricati rurali, questo piano va incontro alle esigenze di un quarto della popolazione umbra». Di «buon provvedimento» ha parlato Orfeo Goracci, del Prc, mentre Alfredo De Sio (Pdl) lo ha definito «troppo timido e troppo lontano dalle esigenze dei cittadini»

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