Alcune delle unità che saranno addestrate

di Danilo Nardoni

Sono 22 i binomi, allievi e rispettivi cani, che venerdì prossimo inizieranno il loro percorso formativo per mettere in pratica quella che è definita una vera e propria «Lotta contro l’avvelenamento degli animali». Erano presenti anche loro lunedì mattina a Pila (Perugia) alla Scuola Umbra di amministrazione pubblica (struttura che ospiterà l’intero corso), durante l’illustrazione dell’«Azione di formazione di unità cinofile antiveleno» grazie alla quale l’Umbria potrà così dotarsi a breve di una task force operativa antiveleno. L’avvio di questo corso di formazione, presentato dall’Assessorato all’ambiente della Regione Umbria ed Ente nazionale protezione animali (Enpa), per l’assessore regionale Roberto Morroni «è una promessa mantenuta». Dopo il lancio dell’iniziativa avvenuta il 25 ottobre del 2021, ora quindi è il momento dell’operatività per questo progetto pilota attuato grazie alla sinergia tra l’istituzione regionale e l’ente preposto alla cura, tutela e salvaguardia degli animali.

Una catena di morte «Dopo aver annunciato in precedenza il nostro impegno per il grave fenomeno dei bocconi avvelenati, oggi gli diamo concretezza» ha affermato Morroni per poi aggiungere: «L’iniziativa ha un fine ben preciso, quello del rispetto verso animali, ambiente e persone, e ci permette di fare un passo in avanti verso una direzione precisa, quella del contrasto all’inciviltà, e per combattere una prassi incivile purtroppo diffusa». Basta infatti seguire la cronaca, come è stato ricordato, visti anche i recenti ritrovamenti di bocconi avvelenati anche in parchi pubblici. «Un boccone avvelenato – ha sottolineato Massimo Floris, direttore sanitario Rifugio oasi parco dell’Enpa di Perugia – può innescare un’inarrestabile catena di morte, visto che a morire non sono solo gli animali che lo ingeriscono ma le carcasse avvelenate, indirettamente, colpiscono anche altre animali che se ne ciberanno».

Migliaia di casi Sono così svariate migliaia – è stato ricordato – i casi dichiarati all’anno di avvelenamento diretto o indiretto di animali domestici e della fauna selvatica. Istituire e formare unità cinofile specializzate per la ricerca di bocconi avvelenati pertanto, secondo gli ideatori permetterebbe di ridurre il problema e di tutelare anche la salute pubblica perché rappresentano anche un rischio serio per i bambini. Ora quindi, come ha evidenziato soprattutto l’assessore Morroni, attraverso un gruppo cinofilo specializzato nelle bonifiche del territorio si potrà dare maggiore applicazione alla legge 27 del 2001 («Norme in materia di divieto di detenzione ed utilizzazione di esche avvelenate»), con la quale la Regione Umbria in passato è stata pioniera nelle azioni contro l’utilizzo di veleni. Morroni ha poi fatto riferimento al gioco di squadra che vede cooperare nel progetto tanti soggetti come Carabinieri forestali, Istituto zooprofilattico di Perugia, Asl veterinarie della regione, Università-Medicina veterinaria di Perugia, i sindaci dei comuni umbri, medici veterinari umbri liberi professionisti, istituti di istruzione primaria e secondaria di primo grado.

Il corso E naturalmente l’Enpa, con la presidente nazionale, la senatrice Carla Rocchi, che ha poi ricambiato parlando dell’Umbria come di una Regione «capace di ascoltare le associazioni e di mettere in campo sinergie importanti». «Una iniziativa così – ha detto – fa ben sperare nel futuro perché da soli, senza amministrazioni pubbliche, non si va da nessuna parte e avere una Regione sensibile che capisce le esigenze dei cittadini e che dà un servizio alla comunità è importante». Il corso per la formazione di unità cinofile antiveleno – è stato infine annunciato – può essere rivolto ai seguenti soggetti: guardie zoofile Enpa e operatori Enpa; unità cinofile cani da soccorso (Ucis); guardie ecologiche volontarie; addestratori riconosciuti dal ministero; soggetti coinvolti nel controllo del territorio (vigili urbani, carabinieri forestali, guardia di finanza, polizia locale). Come sviluppo operativo del progetto, inoltre, verrà chiesto prossimamente di istituire un numero verde per contattare l’unità cinofila antiveleno nel momento in cui venisse trovata un’esca avvelenata o in caso di animale con sintomatologia clinica da avvelenamento.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.