Anche a Spoleto la comunità islamica ha partecipato, domenica mattina, alla messa in Duomo segno di solidarietà e cordoglio, ma soprattutto di condanna del vile assassino di di padre Jacques Hamel, sgozzato martedì scorso mentre celebrava l’eucarestia nella chiesa di Saint-Étienne-du-Rouvray, in Normandia, durante un sequestro di persona perpetrato da due estremisti islamici.
Musulmani in chiesa contro il terrorismo In Duomo, un rappresentante dei musulmani residenti a Spoleto e dintorni, Nasir Karim, dall’ambone ha affermato: «Siamo vicini e solidali – ha detto – con i fratelli cristiani. Chi uccide un’anima innocente è come se uccidesse tutto il mondo. Nessuno può uccidere in nome di Dio. Sono i criminali che, purtroppo, si servono della nostra religione per i loro interessi». I numerosi fedeli presenti alla celebrazione domenicale, officiata da don Sem Fioretti rettore del Duomo, hanno sottolineato le parole con un lungo applauso.
«Nessuno può uccidere in nome di Dio» Nell’omelia don Sem ha portato i saluti e l’affetto verso i fratelli della comunità musulmana dell’arcivescovo Renato Boccardo, in questi giorni impegnato in Polonia, a Cracovia, per la Giornata Mondiale della Gioventù: «Il nostro Pastore – ha detto il rettore della cattedrale – partecipa a questo momento con la preghiera e, con noi, chiede a Dio il dono prezioso della pace». Quanto accaduto in moltissime chiese francesi e italiane «è un segnale incoraggiante, senza precedenti e più che mai necessario in questo momento drammatico dove soffiano sinistri i fuochi di chi evoca una guerra di religione».
