di M. To.
«Noi la Tares non la paghiamo», hanno gridato sotto le finestre del Comune di Amelia, alcune centinaia di commercianti ed imprenditori – arrivati anche dalla vicina Narni – agitando le chiavi dei loro negozi e delle loro imprese, che minacciavano di consegnare, per protesta, nelle mani del sindaco.
La protesta Motivo del contendere, e che ha portato all’organizzazione di un corteo che, partito da piazza XXI Settembre, si è snodato per le vie del centro fino ad arrivare sotto il Comune, è l’aumento della tassa sui rifiuti (Tares) che aveva provocato, nei giorni scorsi, una dura presa di posizione del Movimento 5 Stelle, che incitava alla rivolta fiscale.
La tassa «Se i programmi comunali sono quelli di aumentare le tasse del 300% – lamentavano i partecipanti alla manifestazione – il risultato sarà che la città di Amelia è condannata, perché la Tares è solo l’ultimo colpo, mortale, che viene inflitto ad un’economia già fin troppo sofferente».,
Il sindaco E lui, Riccardo Maraga, è sceso in mezzo ai manifestanti, che gli hanno annunciato la prossima costituzione di un’associazione dei commercianti, degli artigiani – e più in generale del così detto ‘popolo delle partite iva’ di Amelia – che intende dire la sua in relazione alle scelte per il futuro della città: «Noi siamo certi di aver sempre operato nell’interesse della città – ha detto il sindaco – ma sono ovviamente pronto ad ogni forma di dialogo con chi avanzerà proposte praticabili».
