Amanda Knox, l'immagine nel suo profilo Twitter

di Maurizio Troccoli

Prima quella terribile notte tra il primo e il due novembre del 2007 quando Meredith Kercher fu uccisa. Poi 4 anni di carcere, un processo e una condanna a 26 anni di reclusione. Segue un’assoluzione in appello nel 2011, quindi una sentenza di cassazione che non respinge l’assoluzione e una nuova condanna in Appello, a Firenze, nel gennaio di quest’anno. Di mezzo c’è il rientro in patria, la richiesta di estradizione da parte dell’Italia e un contratto di 4 milioni di euro per una iniziativa editoriale. Ultima tappa: il giornalismo. Ecco la nuova Amanda Knox.

Amanda giornalista A darne notizia è stato il Daily Beast. Amanda Knox è la nuova collaboratrice del West Seattle Herald. E a confermarlo è lo stesso direttore del giornale cittadino di Seattle, Patrick Robinson: «L’abbiamo contattata inizialmente per darle la possibilità di una vita normale. Abbiamo semplicemente chiesto di lei come facciamo con altri di quell’età se fossero interessati a scrivere per noi. E’ una scrittrice qualificata».

Le pubblicazioni Insomma Amanda, da casa, fa la giornalista. Si occupa di cronaca locale e di recensioni teatrali. Ne ha già pubblicata una di una certa rilevanza relativa a un’opera di Tom Stoppard, ‘Rosencrantz e Guildenstern sono morti’, diffusa anche attraverso il suo profilo Twitter. All’inizio ha scritto sotto falso nome. Entrambi, ovvero lei e il suo direttore, hanno concordato che fosse un buon strumento per garantire la sua riservatezza. Una prova, a parere del giornale, che dimostra l’intenzione di dare una opportunità a un giovane dotata di talento, nulla di più. Poi il nome di Amanda Knox è apparso in calce agli articoli.

Il suo direttore «Non importa quello che la gente dice o pensa – ha commentato il direttore -, la verità è che lei è un residente del West Seattle, è cresciuta qui. Perché non darle la possibilità di essere un essere umano reale che è contro una celebrità?». Amanda Knox proprio all’inizio dell’anno e’ tornata all’università di Washington per concludere gli studi e laurearsi in scrittura creativa, lo stesso corso che frequentò quando arrivo’ a Perugia nel 2007. Ha scritto anche un libro dal titolo ‘Waiting to be heard’.

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