di D.B.
Terza giornata di sciopero indetta dagli agenti della polizia municipale di Perugia. L’ennesima fumata nera è arrivata nelle scorse ore al termine del confronto tra amministrazione comunale del capoluogo umbro e sindacati. Le divise hanno scelto di incrociare le braccia nell’ultimo giorno di «Perugia 1416», terza edizione della rievocazione storica che proprio domenica 10 giugno vivrà il suo momento clou con la sfilata. «L’unica apertura finora è arrivata sui protocolli per il Tso (Trattamento sanitario obbligatorio), ma tutte le altre questioni restano inascoltate – spiegano i sindacati – per questo abbiamo dovuto ricorrere nuovamente alla mobilitazione, scegliendo una data che sappiamo essere particolarmente delicata, ma che rappresenta proprio una delle situazioni che noi denunciamo come non più gestibili con le attuali disponibilità di personale. Siamo certi che la cittadinanza di Perugia capirà le ragioni della nostra battaglia che è finalizzata prima di tutto a garantire la qualità di un servizio pubblico importante come quello della polizia locale».
I perché dello sciopero Le prime due giornate di sciopero si sono tenute il 10 e il 22 maggio. Il nodo del contendere è economico: nelle settimane scorse la giunta comunale ha deciso di tagliare in modo significativo le risorse dedicate al progetto «Perugia sicura», portandole da 389 mila a 121 mila euro. Ciò ha provocato nel corso dei mesi una conseguente diminuzione dei servizi, come i controlli con l’etilometro o l’assenza di una doppia pattuglia nei due turni della domenica. In più si chiede l’adozione di un regolamento che, recependo quanto previsto dalla nuova legge, faccia pagare agli organizzatori di eventi i costi per i servizi svolti dagli agenti; una cifra che, secondo la stima dei sindacati, dovrebbe ammontare a circa 30 mila euro all’anno. In cima alla lista dei problemi c’è però quello della carenza di personale, stimabile in circa 100 unità.
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