Una piattaforma web dedicata alle segnalazioni dei cittadini e Terni divisa in 14 zone con altrettanti presidi di quartiere che si occuperanno di dialogare direttamente con l’amministrazione. Le novità che stanno per sbarcare in città e la nuova organizzazione di Alternativa popolare sono state presentate giovedì pomeriggio in un incontro aperto ai cittadini all’hotel Garden.
Presidi di quartiere e ‘AiutiAMO Terni’ A prendere la parola per primo il coordinatore comunale di Alternativa popolare Terni, Riccardo Parca: «In campagna elettorale siamo stati presenti in tutta la città, abbiamo ascoltato tutti, da qui è venuto fuori il fatto di dialogare con la città, lo abbiamo promesso e lo manteniamo», ed ecco i presidi di quartiere: «La città sarà divisa in 14 zone – spiega Parca -, ogni zona avrà un gruppo di volontari, un coordinatore che dialogherà con l’amministrazione, un vice coordinatore e la ‘squadra di verificatori’. Tanti cittadini si sono messi a disposizione, la città sta cambiando nell’essere ben gestita e nell’approccio che ha il cittadino a vivere la comunità». Parca ha illustrato anche la piattaforma web chiamata ‘AiutiAMO Terni’: «Si tratta – ha detto – di uno sportello che invita il cittadino ad aiutarci, amministrazione e cittadini hanno a cuore la stessa città e devono collaborare per aiutarla. Ci sono cinque macro settori: verde pubblico, manto stradale, decoro urbano, guasti rete idrica, gas e illuminazione, barriere architettoniche e ne arriverà anche un sesto dedicato alle categorie fragili. Il cittadino potrà segnalare completando il ‘form’ e potrà anche allegare foto e video. Dalla segnalazione del cittadino parte tutta la macchina, arriva al coordinatore di zona che la riceve, la prende in carico, la gestisce col gruppo, verifica per capire l’entità della segnalazione e lo stato di gravità della situazione, dopo averla verificata e validata verrà portata all’attenzione del partito e poi all’assessore di riferimento per pianificare l’intervento con le risorse disponibili. Noi gli daremo una mano – conclude Parca – come succede già con i ‘guerrieri del verde’. Andremo poi ad archiviare tutti gli interventi fatti con un ‘prima’ e un ‘dopo’, diventerà una memoria storica degli interventi dell’amministrazione comunale in sinergia con i cittadini».
Alternativa popolare Per quanto riguarda la struttura interna di Alternativa popolare invece la novità presentata sono i dipartimenti tematici divisi secondo gli assessorati del Comune: «In questi dipartimenti si parlerà con la città, le parti sociali, le imprese si intercetteranno le criticità e si porteranno all’attenzione dell’amministrazione». Durante l’incontro è intervenuto Lorenzo Filippetti, coordinatore per la provincia di Terni di Alternativa popolare: «Abbiamo cambiato il paradigma della politica, dobbiamo dare risposte ai cittadini – ha detto -. Vogliamo convincere non solo chi non ci ha votato, ma anche chi non è andato a votare e lo convinceremo con i fatti reali che porteremo alla realizzazione. Il mio ruolo è portare a conoscenza della provincia ternana il progetto di Alternativa popolare; abbiamo l’obiettivo di governare i paesi della provincia di Terni poi c’è l’appuntamento in Regione. Il nostro progetto politico è estero anche a Spoleto, Norcia e Cascia».
Terni e Perugia Christian Brutti, coordinatore provinciale di Perugia per Alternativa popolare ha poi salutato la sala dicendo: «I perugini vi guardano con interesse, i politici perugini con un po’ di stordimento». È intervento anche Riccardo Corridore in veste di coordinatore regionale di Alternativa popolare: «In questo momento è stato importante strutturare il partito a Terni che dovrà essere l’embrione di un modello che dovrà essere esportato in tutta la provincia di Terni e quella di Perugia».
Bandecchi «La differenza di Alternativa popolare – ha detto Stefano Bandecchi, coordinatore nazionale – è che non abbiamo chiesto la tessera per usare lo sportello (‘AiutiAMO Terni’ NdR) e nemmeno se siete simpatizzanti, è in formula gratuita per il Comune. Siamo un partito che fa e non chiacchiera». Bandecchi ha parlato anche di un protocollo che verrà attivato con la ‘Casa delle donne’.

