di Ester Pascolini
‘Comuni umbri e marchigiani lasciati al loro destino’. Questa, in sintesi, l’accusa mossa al Governo contenuta nella nota emessa congiuntamente dal parlamentare umbro del Partito Democratico, Walter Verini, e da quello marchigiano, Francesco Verducci. I fatti di cui si parla sono quelli relativi agli eventi alluvionali che hanno colpito, nell’ottobre 2022, i comuni umbri di Scheggia, Pietralunga e Gubbio, oltre alle provincie marchigiane di Ancona e Pesaro Urbino.
«A distanza di oltre un anno – si legge nel documento – mancano tecnici e risorse adeguate per la ricostruzione». Verini e Verducci intendono così sollecitare il ministro della Protezione civile e le politiche del mare, Nello Musumeci, nel tentativo di sbloccare la situazione in cui versano le zone colpite. Queste infatti, nonostante siano trascorsi molti mesi dagli eventi calamitosi, presentano ancora grandi criticità.
I due senatori hanno anche presentato un’interrogazione parlamentare, invitando il ministro ad «assumere conseguenti decisioni che ristabiliscano, d’intesa con i Comuni interessati, un quadro di certezze per le popolazioni e le imprese colpite, tale da permettere una più rapida fase della ricostruzione e un formale impegno per il rimborso totale dei danni subiti».
L’alluvione dell’ottobre dello scorso anno, vale la pena ricordarlo, aveva colpito molto duramente i territori, con vittime nel versante marchigiano: 13 morti, 50 feriti, 150 sfollati, con un bilancio totale di oltre 43 milioni di euro di danni solo per il territorio umbro.
La dura critica si estende, poi, ai due commissari nominati dal capo del dipartimento della Protezione civile nazionale, Fabrizio Curcio, al fine di fronteggiare l’emergenza, ovvero alla presidente della regione Umbria, Donatella Tesei, e al presidente della regione Marche, Francesco Acquaroli: «In questi mesi difficili – sottolineano Verini e Verducci – nonostante le reiterate e circostanziate richieste avanzate dai comuni, i due commissari non si sono dotati di uno specifico staff, con personale assegnato e figure professionali qualificate da poter mettere a disposizione dei comuni colpiti».
Nota dolente anche quella delle disponibilità finanziarie messe a disposizione dai rispettivi commissari, che «come più volte denunciato pubblicamente da alcuni sindaci, sono risultate insufficienti ed inadeguate, oltre che gestite in maniera discrezionale, viste le disparità di valutazioni e disponibilità economiche, in rapporto al danno subito, che sono risultate da comune a comune». I due parlamentari dem, nel chiedere un intervento tempestivo, concludono affermando: «Auspichiamo quindi che il ministro si renda al più presto disponibile a rimuovere gli ostacoli che stanno rallentando la ricostruzione».
Il quadro rappresentato, dunque, non appare affatto roseo, e la mancata prontezza negli interventi sembra aggravare ulteriormente le condizioni di queste aree già gravemente ferite dall’impeto della natura. C’è da sperare, insomma, che l’invito ad agire venga raccolto celermente per dare, dopo tanta sofferenza, un po’ di sollievo alle popolazioni coinvolte.
