L’insofferenza del personale ospedaliero di Terni dilaga, quando non si è nelle condizioni di intervenire come si deve sui pazienti, con tutto quello che ne può conseguire. Per bocca dei sindacati, ma anche di comitati spontanei, associazioni e partiti politici, più volte negli ultimi mesi sono state denunciate inefficienze, ritardi e carenze rispetto all’assistenza sanitaria e al diritto alla salute; questioni gravi che hanno portato a manifestazioni di piazza, note di protesta e prese di posizione. Ma la situazione purtroppo non sembra migliorare. Negli ultimi giorni, anzi, il quadro è stato aggravato dall’assenza di presidi ospedalieri di base. Medici e infermieri si sarebbero cioè trovati a lavorare senza guanti o bottiglie di soluzione fisiologica. Contestualmente, da indiscrezioni risulta in atto una riorganizzazione interna che secondo gli addetti ai lavori non porterà alcun beneficio e anzi avrebbe già prodotto effetti negativi.

Ospedale di Terni Sollecitata su tali argomenti, la direzione ospedaliera del Santa Maria di Terni ha inteso precisare quanto segue: «La carenza di alcuni prodotti in flebo (soluzione fisiologica da 100 ml) dipende da una carenza sul mercato mondiale, non arrivano dai fornitori, anche le altre aziende ne sono sprovviste. Tuttavia la soluzione fisiologica è disponibile nel formato da 250 e 500 ml. La settimana scorsa c’è stata una transitoria carenza di un tipo di guanti non sterili dovuta sempre ad un difetto di fornitura, tempestivamente risolta. Rispetto alla riorganizzazione degli spazi, come ogni estate l’azienda sta portando avanti l’ottimizzazione dei servizi, mantenendo ovviamente il cento per cento delle funzionalità. In questo ambito, l’unico accorpamento effettuato è quello che riguarda il reparto Epatogastro con Medicina interna: si tratta di un procedimento organizzativo che non inficia la funzionalità del servizio». A sentire il personale però, sono mancati anche sondini naso-gastrici e garze; e l’accoppiamento dei reparti starebbe causando stazionamenti prolungati di pazienti in Pronto soccorso.

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