di Vincenzo Diocleziano
Una potenziale crisi nel settore della cooperazione sociale in Umbria è stata annunciata mercoledì da organizzazioni sindacali e centrali cooperative, nel corso di una conferenza stampa presso la sala Pagliacci della Provincia di Perugia. Le cause sarebbero da individuare nel mancato adeguamento tempestivo dei contratti in essere con le amministrazioni pubbliche e della mancata revisione delle tariffe dei servizi accreditati. Secondo quanto dichiarato, senza interventi urgenti entro aprile, il settore rischia di entrare in una fase di grave difficoltà economica.
La questione Il nuovo contratto dei lavoratori delle cooperative sociali, entrato in vigore il primo febbraio, ha rappresentato un passo avanti nel miglioramento delle retribuzioni, consentendo ai lavoratori di recuperare il potere di acquisto e di qualificare ulteriormente il lavoro sociale. Tuttavia, senza un adeguamento tempestivo dei contratti esistenti con le amministrazioni pubbliche e senza una revisione delle tariffe dei servizi accreditati, il settore rischia di subire pesanti conseguenze.
Le cooperative Le cooperative sociali in Umbria svolgono un ruolo fondamentale nell’erogare servizi pubblici essenziali, come la ristorazione scolastica, e dipendono in larga misura dai finanziamenti provenienti dai Comuni e dalle Usl. In Umbria il settore è composto da 280 cooperative sociali attive dove lavorano 9.500 persone, in larga parte soci delle cooperative sociali, di cui l’80 per cento rappresentato da donne. Ed erogano servizi a 80mila cittadini. Pertanto, «è cruciale un adeguamento delle tariffe dei servizi socio-sanitari e dei contratti esistenti per coprire i maggiori costi derivanti dal rinnovo del contratto di lavoro».
I sindacati Secondo quanto riportato dalle organizzazioni sindacali (Fp Cgil, Fisascat Cisl, FpCisl, UilFpl, Uiltucs) e le centrali cooperative (Federsolidarietà, Legacoopsociali, AgcI Imprese sociali), la mancata risoluzione di questa situazione potrebbe compromettere la sicurezza dei lavoratori e dei destinatari dei servizi, ridurre la qualità degli interventi offerti ai cittadini e mettere a rischio la continuità dei servizi stessi e la stabilità occupazionale nel settore. «Senza risorse si andrà in crisi, con effetti negativi su continuità e qualità dei servizi di un intero settore» hanno infatti dichiarato i rappresentanti dei sindacati. Le organizzazioni hanno sollecitato un tempestivo intervento da parte dei sindaci, dei segretari comunali e dei direttori delle Usl affinché adeguino i contratti con le cooperative sociali, garantendo così la qualità e la sicurezza dei servizi erogati e la continuità delle attività.
Il dialogo Sembrerebbe che nonostante i tentativi di dialogo e collaborazione, finora solo due delle dodici Zone sociali dell’Umbria hanno parzialmente adeguato i contratti con le cooperative, il che evidenzia la necessità di un intervento urgente da parte delle autorità competenti. Di fronte «all’immobilismo delle istituzioni regionali e locali», i sindacati e le cooperative hanno annunciato la possibilità di avviare un percorso di mobilitazione e lotta nell’interesse dei lavoratori sociali e dei cittadini.
Prospettive Nonostante le difficoltà attuali, sia i sindacati che le cooperative rimangono fiduciosi nell’impegno delle istituzioni regionali e locali per adeguare le tariffe dei servizi accreditati e i contratti con le cooperative, al fine di garantire un welfare di qualità per la regione.La recente approvazione all’unanimità da parte del consiglio regionale della legge sulla qualità del lavoro e dei servizi alla persona è stata citata come un segnale positivo per il futuro del settore, con la speranza che la Regione e i Comuni lavoreranno insieme per affrontare le sfide attuali.
