La presentazione del libro, sulle vicende di Ettore Franceschini sindaco si Perugia 1920-21, al Gotto mercoledì 25 maggio, è stata l’occasione, a novanta anni dagli eventi, per riflettere sul dramma democratico che conduce, anche a Perugia, all’affermazione violenta del regime fascista. Per questo anniversario, come sottolinea il Sindaco Boccali nella prefazione alla nuova edizione digitale del libro “.. è sembrato utile riproporre il volume per la ricorrenza del 90°, nella convinzione che le riflessioni in esso contenute possano servire a rendere più forte l’idea di democrazia su cui si fonda la nostra convivenza civile.”
L’appuntamento Alla presentazione erano presenti alcuni dei diversi autori del libro, scritto a più mani, Gian Biagio Furiozzi (ordinario di Storia Contemporanea Università di Perugia, Franco Bozzi (storico), Guglielmo Giovagnoni. Nicola Mariuccini, coordinatore dell’iniziativa, ha voluto ricordare, attraverso la lettura di alcuni passi del libro «Ettore Franceschini e il difficile rapporto città-campagna» la figura di Raffaele (Lello) Rossi, scomparso nel 2010, personalità di spicco della politica regionale Umbra nonchè autorevole uomo di cultura che al Circolo del Gotto lega diversi momenti della sua storia personale. Claudia Minciotti Tsoukas ha curato invece, con l’aiuto di uno spettacolo sulla storia del Gotto scritto da Sergio Ragni e messo in scena da G. Frondini e Eleonora Mosconi, gli aspetti che legano le vicende di cui il libro tratta alla società del Gotto.
Alcuni particolari Lo stesso Mariuccini, nell’invito dell’iniziativa aveva sottolineato al proposito come: «La Società del Gotto condivide un momento importante della propria storia con la figura di Ettore Franceschini Sindaco di Perugia legato ad una riunione svoltasi proprio nei locali del Gotto. Le condizioni politiche precipitarono nel volgere di poco tempo e si arrivò alle dimissioni del Sindaco che aprirono le porte della Città’ all’avvento del fascismo. Il Gotto fu chiuso di imperio e chiuso restò fino alla liberazione».
La storia Le vicende che condussero alla chiusura della storica associazione sono tinte di violenza e sopraffazione democratica, vi furono irruzioni per la via Enrico dal Pozzo fino dentro i locali dell’associazione; alcuni fieri soci si opposero e furoni internati e torturati nelle carceri. La figura femminile della moglie di uno dei catturati, ricordata dalla professoressa Minciotti, che con un gesto coraggioso e silente attraversa il borgo con in mano gli abiti insanguinati recuperati dalla cella del marito rappresenta il carattere della Perugia che si oppone al fascismo e che lotta per la democrazia.

