di Maurizio Troccoli
Sono finiti nel mirino della forestale gli agriturismi umbri che hanno preso i finanziamenti dal 2006 al 2008, attraverso il Psr. «Finanziamenti per ristrutturazioni di immobili, a fondo perduto, per meno di 100 mila euro», dice il comandante Guido Conti in una conferenza stampa. Sono 108 gli agriturismi sottoposti a controllo nella provincia di Perugia, mentre sono 17 quelli finiti nel mirino della forestale in provincia di Terni. «Si tratta prevalentemente di sanzioni amministrative – dice Conti – per una cifra di 34mila euro totali, che equivalgono a 50 sanzioni effettuate. Il motivo dei provvedimenti amministrativi – aggiunge – rientra negli illeciti per la mancata esposizione delle tariffe, delle autorizzazioni, dei servizi, dei prodotti somministrati, del nulla osta sanitario, per il superamento delle capacità ricettive, per la mancata comunicazione Istat, per pubblicità ingannevole ed altri illeciti simili».
Gi illeciti Insomma i titolari degli agriturismi avrebbero omesso di esporre i prezziari dei loro servizi, le autorizzazioni opportune, in alcuni casi avrebbero ospitato persone per un numero superiore alle proprie capacità ricettive, in altri ancora avrebbero incluso nella pubblicità o nella comunicazione al cliente, servizi che poi non venivano offerti, come il parco giochi per i bambini ed altri, mentre in altri casi ancora si sarebbero pubblicizzati come ad esempio country house, senza averne presupposti e caratteristiche. Ecco quindi alcuni dei motivi per cui sono scattate circa 50 sanzioni per 34 mila euro che dovranno ritornare nelle casse dello stato.
L’ipotesi di truffa per 8 aziende Dal totale dei controlli effettuati emerge quindi che il 40% è stato destinatario di sanzioni amministrative del tipo appena illustrato, mentre 8 agriturismi su 125 sono stati segnalati all’autorità giudiziaria per «violazioni al codice penale, con l’ipotesi di truffa». Dalla ricognizione effettuata dagli agenti della Forestale è emerso inoltre che in alcuni casi tra quelli che hanno ottenuto il finanziamento, negli agriturismi «non venivano effettuate attività ricettive turistiche identificabili come agrituristiche, ma spesso i soggetti destinatari dei soldi abitavano in queste strutture ristrutturate, avrebbero cioè incassato i finanziamenti senza mai realizzare l’agriturismo. In altri casi ancora – rende noto la Forestale – sono stati riscontrati lavori collaudati ma non completati, in altri ancora le opere erano state realizzate e completate mentre l’attività non era mai partita ed i locali erano vuoti, quindi i titolari hanno incassato il finanziamento nel 2007 senza rispettare gli impegni che si erano assunti di operare come agriturismo per 10 anni. E’ bene sottolineare – conclude Conti – che la Regione, più volte interpellata, ha sposato totalmente la nostra linea sui controlli e le sanzioni».
I dati Sono 17oo gli agriturismi in Umbria, per una media di 18,2 agriturismi ogni 10mila abitanti, dati questi che collocano la nostra regione prima in classifica, a livello nazionale per la presenza di attività agrituristiche, tenendo conto che la media italiana è di 4 agriturismi ogni 10mila abitanti.
L’analisi Tenendo conto dei risultati del dossier della Forestale è possibile dedurre che su 125 agriturismi analizzati, 50 hanno ricevuto una sanzione amministrativa e soltanto su 8 è emerso un rilievo penale, fatto questo che lascerebbe emergere un profilo sano dell’attività agrituristica in Umbria.«E’ proprio a vantaggio della prevalente parte sana della impresa agrituristica umbra – dice Conti – che vanno i controlli e le sanzioni. Poichè chi opera nell’illecito determina una concorrenza sleale a totale svantaggio di chi, con numerosi sacrifici, porta avanti legalmente le proprie attività, pagando le tasse sistematicamente»
Coldiretti: bene i controlli Intanto Coldiretti fa sapere ad Umbria 24 di considerare positivamente la stagione dei controlli. «Crediamo sia giusto verificare la regolarità delle attività agrituristiche – dice Angelo Corsetti, direttore Coldiretti – proprio come siamo convinti che le nostre aziende sono tranquilli su questo aspetto. Abbiamo sempre lavorato per la legalità e le buone regole per le nostre imprese, oltre che per una economia sana. Proprio l’anno scorso abbiamo consegnato un dossier alla Camera di commercio per segnalare la presenza di abusivismo nel settore. Credo che anche dai dati emerge un profilo corretto dei nostri agriturismi che rappresentano una parte importante dell’economia regionale e dello sviluppo futuro del settore turistico. I nostri imprenditori compiono sforzi notevoli anche per la promozione del buon nome dell’Umbria e delle sue eccellenze, spingendo sul fronte dell’imprenditoria rispettosa dell’ambiente e delle nostre tradizioni. Coldiretti è al loro fianco per sostenerli in questa operosità quotidiana che va a vantaggio dell’intera Regione»


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