di Chiara Fabrizi
«Questa medaglia è una vittoria immensa». Lo ha detto Agnese Duranti, 23 anni, bronzo olimpico a Parigi 2024 con le farfalle della ginnastica ritmica. Per la spoletina è la seconda vittoria dopo quella di Tokyo, dove pure le farfalle arrivarono terze. Le sue parole sono arrivate a margine della festa che la comunità di San Brizio (Spoleto), dove è cresciuta Agnese, le ha organizzato nella sede della Pro loco per accoglierla dopo le Olimpiadi.
Ad attenderla, oltre ai familiari, anche tantissimi coetanei, paesani e numerose giovani e giovanissime ginnaste della Polisportiva La Fenice di Spoleto, la stessa che ha scoperto il talento di Agnese a 9 anni e che subito dopo l’ha fatta debuttare tra le agoniste. Le più piccole della società sportiva si sono attrezzate con le bandierine tricolori, le più grandi hanno compiuto un esercizio con cerchi e nastri nel piazzale della sede della Pro loco, coordinate come sempre avviene da anni da Laura Bocchini.
VIDEO – DURANTI A SPOLETO CON IL BRONZO DI PARIGI: «VITTORIA IMMENSA»
La campionessa olimpica, visibilmente emozionata, è stata sommersa di fiori e disegni, ha firmato autografi su magliette e tricolori, poi ha voluto parlare alla sua comunità, presenti anche il vicesindaco Stefano Lisci e l’assessore Giovanni Paroli: «Sono nel pieno di questa emozione immensa. Per noi è stata un’olimpiade particolare. Dopo la medaglia di Tokyo ho deciso di continuare, perché sentivo di poter dare ancora tanto alla ginnastica, al mio sport e all’Italia».
Quindi la farfalla spoletina ha voluto parlare «del percorso un po’ in salita» che ha preceduto la sua seconda medaglia di bronzo: «Sicuramente – ha detto – sono stati tre anni molto difficili, tutti conoscono le vicende che ci sono state (nella ginnastica ritmica, ndr) e oggi per me questa medaglia incarna l’amicizia, la forza, la squadra, quello che abbiamo creato di magico con l’allenatrice e le ragazze con cui condivido la mia vita h24 da dieci anni ormai. Sappiamo – ha proseguito – quanto sia difficile anche solo centrare la qualificazione alle Olimpiadi, specie dopo un anno come quello appena passato, che nel mio caso ha portato con sé anche una miocardite che mi ha costretto a fermarmi tre mesi», ha detto Duranti.
E ancora: «Ci sono stati momenti di questo mio percorso molto differenti da quelli che hanno preceduto Tokyo, ma essere riuscita a riportare a casa questo gioiello non tanto per me, ma per tutti quelli che mi ha supportato, per i miei genitori, per mia sorella. Questo è un giorno di festa, lo so, ma va ricordato cosa c’è dietro, per goderselo di più. Questa medaglia – ha concluso – è una vittoria immensa».



