di M.T.
La bandiera del Pride esposta sulla facciata di Palazzo dei Priori finisce al centro dello scontro politico tra Lega e amministrazione comunale. A intervenire sono Paola Fioroni attualmente esponente del partito, e Giacomo Areni, segretario comunale della Lega a Perugia, che contestano la scelta del Comune definendola «profondamente sbagliata, inopportuna e ideologica» e chiedono chiarimenti sull’iter che ha portato all’esposizione del vessillo arcobaleno.
La decisione, in realtà, è stata formalizzata dalla giunta comunale con la delibera numero 272 del 10 giugno 2026, approvata all’unanimità. L’atto dispone l’esposizione della bandiera arcobaleno a Palazzo dei Priori dal 12 al 14 giugno in occasione dell’Umbria Pride in programma sabato 13 giugno nel centro storico di Perugia.
Secondo quanto riportato nella delibera, la richiesta era stata avanzata il 29 maggio dal consigliere comunale Lorenzo Ermenegildi Zurlo, delegato dalla sindaca Vittoria Ferdinandi alle politiche di contrasto alle discriminazioni e alla promozione delle politiche Lgbtqia+, che aveva proposto l’esposizione del vessillo come «segno concreto di vicinanza dell’Amministrazione comunale alla promozione dei diritti della comunità Lgbtqia+ e un messaggio pubblico contro ogni forma di discriminazione», mettendo inoltre a disposizione gratuitamente la bandiera.
Nel provvedimento la giunta richiama le linee programmatiche di mandato della sindaca, che prevedono l’istituzione di un osservatorio permanente per la prevenzione delle discriminazioni, e l’adesione del Comune di Perugia alla rete nazionale Re.A.Dy, dedicata al contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere.

L’amministrazione sostiene inoltre che «l’Umbria Pride costituisca un’importante manifestazione pubblica, pacifica e inclusiva, che promuove i principi fondamentali di uguaglianza e non discriminazione» e che «l’esposizione della bandiera arcobaleno rappresenti un segno istituzionale di vicinanza e un messaggio pubblico di sensibilizzazione».
La delibera precisa inoltre che la bandiera è collocata «in uno spazio distinto e separato da quello riservato alle bandiere istituzionali». Nonostante l’esistenza dell’atto formale, la Lega critica duramente la scelta politica dell’amministrazione.
«Riteniamo profondamente sbagliata, inopportuna e ideologica la scelta dell’amministrazione comunale di Perugia. Secondo gli esponenti del partito, «la questione politica non riguarda il rispetto dovuto a ogni persona, né il contrasto a ogni forma di discriminazione, che deve essere patrimonio comune di tutte le istituzioni, ma il fatto che Palazzo dei Priori è la casa di tutti i perugini e non può essere utilizzato come supporto simbolico di una specifica manifestazione politico-identitaria, peraltro minoritaria».
Per la Lega «Perugia deve essere una città rispettosa, libera e inclusiva, ed è proprio per questo che le sue istituzioni devono restare sobrie e rappresentative dell’intera comunità cittadina». Inoltre «l’inclusione e il rispetto sono principi universali, che non devono essere trasformati in appartenenza ideologica e non possono diventare adesione obbligata a una specifica agenda culturale».
Nel lungo intervento i due esponenti del partito collegano il tema anche al dibattito nazionale sull’educazione affettiva e di genere nelle scuole, rivendicando le recenti norme sul consenso informato introdotte dal ministero dell’Istruzione guidato da Giuseppe Valditara e sostenendo che «quando si trattano temi delicatissimi come sessualità, affettività e identità di genere, lo Stato, la scuola e le istituzioni non possono sostituirsi alle famiglie».
Fioroni e Areni chiedono comunque all’amministrazione di chiarire «con quale atto sia stata autorizzata l’esposizione della bandiera Pride da Palazzo dei Priori, quale organo abbia assunto la decisione, se la scelta sia stata preceduta da una deliberazione della Giunta, da un atto del Sindaco o da altro provvedimento formale».
Elementi che risultano contenuti nella delibera approvata il 10 giugno dalla giunta comunale, che individua espressamente l’organo decisionale, le motivazioni dell’iniziativa e le modalità di esposizione della bandiera.
