di Daniele Bovi

Primo, far lavorare tutti gli operai ereditati dalle ex Montane, molte delle quali coi conti in rosso. A metterlo nero su bianco è l’amministratore unico dell’Agenzia per la forestazione nel programma per le attività 2013, approvato dalla giunta regionale e nei prossimi giorni al vaglio del consiglio regionale. Aula di palazzo Cesaroni che nella seduta di martedì ha preso atto della relazione, pubblicata da Umbria24 il 25 novembre scorso, dei commissari liquidatori delle ex Montane che presentano numerose difficoltà tra buchi nei bilanci e dati ancora incompleti. Il 2013 sarà il primo anno di attività per la nuova Agenzia che, per portare avanti tutte le funzioni delle vecchie Comunità avrà come «dote» 32,4 milioni di euro, 11,1 dei quali che altro non sono se non i soldi dei defunti enti necessari al completamento dei lavori.

LA RELAZIONE DEI COMMISSARI

Il programma Lavori che dovranno essere ad alta intensità di manodopera. Scrive Bianchi: «Il principale obiettivo, nella prima fase di avvio delle attività, sarà costituito dal mantenimento dei livelli occupazionali ereditati», «come richiesto con forza dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori». «Per tale motivo – scrive ancora l’amministratore unico dell’Agenzia – i progetti riguarderanno, ove possibile, lavori ad alta incidenza di manodopera». A disposizione della nuova struttura ci saranno 568 operai e 36 impiegati. Cinque, sulla base territoriale delle vecchie Montane, i compartimenti pensati: il primo (Perugia, Trasimeno, Medio Tevere) avrà 168 operai, il secondo (Alta Umbria) 122, il terzo (Monti Martani, Serano, Subasio) 132, il quarto (Alta e Bassa Valnerina) 77 e il quinto (Orvientano, Narnese, Amerino e Tuderte) 69.

Compiti e obiettivi Riguardo ai compiti, la sede centrale si occuperà di direzione, coordinamento, pianificazione, programmazione e monitoraggio; le sedi decentrate penseranno a progettazione, rendicontazione, organizzazione e gestione di parco macchine e magazzini. Dopo i primi sei mesi ci sarà una verifica dell’assetto complessivo dell’Agenzia, mentre obiettivo fondamentale diventa l’aumento del tasso di produttività dei cantieri, anche attraverso maggiori economie di scala e la «responsabilizzazione» dei vari livelli strutturali oltre a «riqualificazione e specializzazione» degli operai. Il tutto ha uno scopo preciso, ovvero quello di una maggiore efficienza finalizzata ad attrarre nuove commesse da altri soggetti. In sintesi, lavorare meglio per guadagnare di più.

La relazione La relazione dei commissari liquidatori, della quale si è discusso martedì, mostra un quadro generale con un «saldo complessivamente positivo pur considerando gli squilibri a livello di singole Comunità». In pratica la somma degli attivi, cioè beni mobili e immobili, supera quella delle passività nonostante bilanci di previsione 2012 in molti casi chiusi in pareggio solo grazie al «contributo straordinario» della Regione o in rosso come nei casi della comunità montana di Orvieto-Todi-Narni e della Valnerina. Al momento però si è solo in una fase «ricognitiva»: i commissari sono stati nominati a gennaio 2012, i piani di liquidazione sono arrivati tra luglio e agosto e ancora le verifiche e le analisi dei dati devono andare avanti.

I conti Per quanto riguarda la comunità dell’Alta Umbria, il bilancio 2012 è in pareggio «conseguito con solo contributo straordinario regionale». Poi tra sedi, magazzini e macchinario ci sono beni per 2,4 milioni di euro. In quella dei Monti Martani-Subasio dopo un avanzo di amministrazione, nel 2011, da 1.499 euro, nel 2012 si chiude in pareggio anche in questo caso col contributo straordinario. Poco più di nove milioni è il valore di tutti i beni con 2,5 milioni per mutui in parte a carico del ministero degli Interni e un’incognita: tra le somme da riscuotere infatti c’è «incertezza» sull’esito della riscossione coattiva di «rilevanti sanzioni amministrative». In caso queste somme non dovessero entrare, si procederà con la vendita di alcuni beni già individuati. La situazione della Trasimeno-Medio Tevere deve essere indagata ancora a fondo ma si parte da due certezze: passività, compresi i mutui residui, per 16,4 milioni e attività (beni o proventi da società partecipate o da contenziosi) oscillanti tra un minimo di 17,2 e un massimo di 20,2 milioni di euro.

Orvieto e Valnerina La comunità «Orvietano-Narnese-Amerino-tuderte» ha invece i conti in rosso: nel 2011 disavanzo di 812 mila euro (nel 2010 erano 543 mila) mentre il bilancio di previsione per l’anno in corso parla di 1,3 milioni (cifra comprensiva del buco 2011). In questo caso «si ipotizza un ulteriore contributo straordinario» senza il quale, però, occorrerà vendere i gioielli di famiglia tenendo presente che nel 2010, come riporta la relazione, due gare per coprire le perdite sono andate a vuoto. In più ci sono cifre «da verificare» per quanto riguarda i contenziosi e i riflessi finanziari derivati dalle quote in partecipate. L’ultima montana presa in considerazione è quella della Valnerina che dopo un disavanzo 2011 da 1,1 milioni di euro chiuderà in pareggio il 2012 solo riuscendo a vendere beni per 2,1 milioni. Oltre ad altri importi ancora «da verificare» come quelli sui beni mobili e sui mutui, c’è il «problema» relativo alla partecipazione (al 34%) al consorzio Agro Bio Forest, collegata ad una passività per il 2012 da 992 mila euro. Cifre da imputare ai mutui per investimenti, al ripiano per le perdite e per le garanzie.

Buchi e alienazioni Insomma, delle cinque comunità montane due sono in pareggio grazie ai soldi della Regione, due sono in rosso mentre informazioni precise per quella del Trasimeno non ci sono. In più, relativamente ai piani di alienazione di beni già deliberati o da deliberare, nella relazione si sottolinea come «non tutti i beni immobili sono di fatto alienabili», ad esempio sedi o altri oggetti di uso pubblico, mentre quelli mobili (macchinari, attrezzature, arredi e così via) saranno necessari alla futura Agenzia. E comunque, anche se messi sul mercato, i tecnici spiegano che potrebbero «conseguire un valore effettivo di mercato molto inferiore alle stime in caso di vendita». Da ultimo, anche le cifre sui mutui potrebbero variare: verso l’alto in caso di stime al ribasso degli oneri residui; verso il basso con la «possibilità» di accollare l’ammortamento ai Comuni, alle loro Unioni o all’Agenzia per quanto riguarda i mezzi meccanici.

Cecchini: lavoro prezioso Al termine del dibattito l’assessore all’Agricoltura Fernanda Cecchini ha osservato che «il lavoro sulle Comunità montane è complesso, perché non si tratta semplicemente di prendere atto di quello che è stato fatto e trasferire il personale, ma di tenere conto di una complessità fatta da personale, impiegati forestali e da un insieme di lavori di cantiere che nel corso degli ultimi quarant’anni hanno portato beneficio in tutti i territori della regione, che non si chiudono in un solo colpo». Ora «c’è semplicemente la necessità – ha proseguito – che i processi siano portati avanti e che i passaggi siano consumati nel modo più conveniente per il pubblico interesse e più trasparente possibile. Nelle prossime settimane la Giunta prenderà atto del lavoro istruttorio degli uffici che si è arricchito delle integrazioni messe a disposizione da parte di commissari liquidatori e rientreremo nel merito».

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