L'ingresso dello scalo (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Amsterdam, o Monaco, da agganciare come possibili hub internazionali, e il ritorno a Milano anche attraverso dei charter in special modo durante l’Expo. Anche di questo si è parlato mercoledì a Perugia nel corso di una riunione tra gli assessori regionali ai Trasporti e al Turismo, Silvano Rometti e Fabrizio Bracco, e gli uomini di Sase, la società che gestisce l’aeroporto ‘San Francesco d’Assisi’. Un incontro tecnico propedeutico all’assemblea dei soci che si terrà il 13 febbraio e dove sarà discusso il piano di sviluppo biennale 2014-2015. Da qui al 13 ci saranno venti giorni di tempo per capire la fattibilità tecnica del piano, che ha l’obiettivo di portare a Perugia nel giro di 24 mesi 400 mila passeggeri grazie a un investimento da 3,8 milioni di euro, una parte dei quali sarà destinata a rafforzare la società mentre l’altra all’apertura delle nuove rotte.

Turismo Un ruolo in questo quadro ce l’avrà l’assessorato al Turismo, il quale in prospettiva giocherà un importante ruolo di promozione. Nella discussione a tenere banco sono le rotte: sul tavolo c’è una cartina che punta prima di tutto verso il Nord Europa. Qui le possibilità sono Oslo, che però non rappresenta quell’hub internazionale cercato dalla Regione, poi Monaco di Baviera; Madrid (strategico per i collegamenti con l’America Latina) e Amsterdam, che rispondono invece ai criteri di palazzo Donini. In ballo c’è poi anche un piccolo scalo in Danimarca.

Paesi obiettivo Nel prossimo Piano strategico triennale per lo sviluppo del turismo, alcuni paesi obiettivo dove investire sono cerchiati e sono quelli del Centro e del Nord Europa, il Belgio e l’Olanda e i nuovi mercati come la Cina, verso la quale due aeroporti come Monaco e Amsterdam potrebbero fungere da ponte viste le possibilità di collegamento. Un pezzo di strategia del Piano, che Bracco dovrebbe presentare entro febbraio, sarà la sperimentazione di quelle che l’assessorato al Turismo chiama «antenne»: nelle intenzioni di palazzo Donini c’è infatti la volontà di affidare ad alcune agenzie di comunicazione, in quei paesi ritenuti chiave, un ruolo di promozione dell’Umbria attraverso un’azione che sia costante e non frammentata.

Milano e non solo Tornando alle rotte invece, per quanto riguarda l’Italia si guarda ad un aeroporto tra Lamezia Terme e Brindisi, mentre quel collegamento business voluto dalla Regione potrebbe essere Milano, un’area non nuova visti i voli, ora soppressi, per Bergamo e Malpensa. Ora però c’è la prospettiva dell’Expo ed ecco che quindi nei piani di Regione, Sase e altri soci Milano potrebbe tornare ad essere una destinazione importante, a raggiungere magari attraverso dei charter proprio nel periodo dell’Expo. Come ipotesi ci sono anche quelli di raggiungere Tel Aviv o Casablanca, ma tutte andranno ovviamente verificate con le compagnie e i loro progetti, che non necessariamente coincidono con quelli dei soci di Sase. Società che a breve potrebbe ricevere anche l’agognata concessione ventennale, che permetterebbe anche a coloro che vorrebbero investire sul ‘San Francesco’ di pensare a piani con una lunga scadenza.

Twitter @DanieleBovi

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