L'ingresso dello scalo (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Un piano di sviluppo in grado di portare al «San Francesco d’Assisi» 400 mila passeggeri all’anno nel giro di 24 mesi. È intorno a questo documento che si è discusso nel pomeriggio di lunedì nel corso del consiglio di amministrazione di Sase, la società che gestisce l’aeroporto perugino. Cda dal quale filtra assai poco: le bocche infatti all’uscita sono cucite perché il piano vuole essere presentato nella sua interezza martedì alle 17, quando al tavolo siederanno tutti i soci di Sase per quello che è un po’ un momento della verità. Lì si capirà se tutti, dalla Regione (attraverso Sviluppumbria) alla Camera di commercio (prima azionista col 34%), passando per il Comune di Perugia, Unicredit, Confindustria e tutti gli altri 18 membri della compagine, sono disposti a mettere sul piatto risorse senza le quali l’aeroporto continuerebbe a soffrire nel suo evidente stallo.

Equazione semplice L’equazione è semplice: per portare più passeggeri, con il risultato di tappare il buco nei conti che anche nel 2013 si è attestato intorno al milione di euro, servono più voli. E per far atterrare e decollare gli aerei serve pompare liquidità perché le compagnie, come in questo caso Ryanair, vanno finanziate con una cifra che diminuisce con il crescere dei passeggeri. La richiesta che Sase fa è quella già resa nota dal presidente della società Mario Fagotti mesi fa: un milione di euro per ognuno dei prossimi tre anni. E il piano di Sase infatti ruota tutto intorno all’apertura di nuove rotte. Ryanair recentemente ha proposto nel pacchetto Londra, Trapani, Cagliari, la riattivazione di Bruxelles-Charleroi da marzo, una tra Lamezia Terme e Brindisi e una destinazione in Nord Europa, probabilmente tra Olanda e Germania. Di positivo intanto c’è che anche nel 2013 il flusso dei passeggeri è aumentato, passando dai 200 mila del 2012 ai 215 mila dell’anno che si è appena chiuso.

Servono impegni Per attivare le nuove linee però serve che i soci si prendano impegni economici chiari senza i quali continuerebbe lo stallo. Insomma, per capire il futuro prossimo dell’aeroporto occorre aspettare martedì. Sull’argomento intanto interviene il sindaco di Assisi Claudio Ricci, anch’egli socio dello scalo. La ricetta del primo cittadino della città serafica passa attraverso «due azioni principali», ovvero collegamento con un grande aeroporto e far diventare quello di Perugia una base per alcune compagnie. «Per la prima azione – scrive – è fondamentale che l’alta velocità ferroviaria si attesti all’aeroporto collegando lo scalo di Perugia con Roma Fiumicino (via Foligno-Terni in modo da connette anche Perugia con Terni). In secondo luogo occorre, facendo un accordo con una o più compagnie aeree, “basare” uno o più aeromobili: “basare” significa che l’aereo parte, rientra o transita nell’aeroporto ove “fa base”, ampliando i collegamenti e quindi aumentando passeggeri e turisti». In più secondo Ricci servono collegamenti stagionali, commerciali e diretti su mete religiose.

Twitter @DanieleBovi

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