di Daniele Bovi
Un hub europeo da agganciare, ma non solo. Nel business plan 2014-2015 redatto dai vertici dell’aeroporto ‘San Francesco’ e consegnato venerdì alla commissione Bilancio di palazzo dei Priori, emerge una strategia precisa: per raggiungere l’obiettivo di almeno 400 mila passeggeri nel 2017 bisogna che la maggior parte di questi arrivino da fuori, da altre regioni e soprattutto da altri paesi. Questo perché, come spiegato venerdì, la catchment area dello scalo, ovvero il bacino dentro il quale si può pescare, è quello che è ovvero ‘solo’ 3,5 milioni di persone. E con questi numeri centrare l’obiettivo fissato non è impresa semplice.
Oslo e Copenaghen Per quanto riguarda il 2015, secondo il piano il budget fissato ammonta a 2,2 milioni di euro, una cifra abbondantemente superiore a quella prevista per il 2014, anno in cui il bilancio della società si chiuderà con un ‘rosso’ da 778 mila euro, in netta diminuzione nel 2015 (-173 mila euro). Nel documento in riferimento a Ryanair si parla, come ipotesi, di una meta in Nord Europa che potrebbe essere Billund (ovvero Copenaghen) o Oslo-Rygge; con Transavia-Arkefly Amsterdam mentre con Iberia Express la candidata è Madrid. In Spagna poi, e questa è una certezza, tra Natale e i primi giorni del 2015 si volerà su Barcellona con Vueling: una sperimentazione che Sase spera dia i suoi frutti.
NEL 2015 SASE SI APRIRA’ A CAPITALI PRIVATI
Hub Centrale, anche per la Regione che attraverso Sviluppumbria è uno dei soci principali di Sase, è il capitolo dell’hub, fondamentale per sviluppare il traffico business. Come scrive la società infatti, le ricerche parlano di una domanda potenziale di 300 mila passeggeri ‘one way’, dei quali 100 mila già serviti dalle attuali rotte. Un mercato interessante potrebbero essere così i restanti 200 mila, oggi costretti a scegliere un’altra soluzione per raggiungere l’Europa o il resto del mondo. Le candidate principali sembrano essere Monaco di Baviera e Francoforte: nel primo caso il volo sarebbe operato in collaborazione con Lufthansa da Air Malta sulla rotta Malta-Perugia-Monaco; nel secondo sarebbe direttamente la compagnia tedesca ad atterrare al ‘San Francesco’.
I voli Parigi, altro possibile hub (Charles De Gaulle), non è citata nel documento e rimane un sogno da realizzare, casomai, con Air France. Sul tavolo c’è anche la possibilità di Roma Fiumicino con Darwin: la richiesta è stata fatta ma ora con con l’ingresso di Etihad il quadro è mutato notevolmente. Cambiando tipologia di rotta, una di quelle vincenti è quella che ha portato verso l’Albania oltre 20 mila passeggeri all’anno. Oggi la compagnia però è fallita e trovare un sostituto non è facile: un’ipotesi riportata nel documento è quella di Livingstone ma ancora i contorni non sono chiari. Un settore potenzialmente redditizio è quello dei charter. L’idea, in collaborazione con il tour operator oggi incaricato di organizzare i voli (Inviaggi) è quella di allargare il bacino e allungare la stagione anche all’inverno.
Charter Le nuove mete potrebbero essere Casablanca con Air Arabia, Ibiza, Minorca, Palma, Mykonos, una riattivazione di Sharm el Sheikh e Tel Aviv, sfumata negli scorsi mesi per l’aggravarsi della crisi israelo-palestinese. Quello che manca però è un lavoro in ‘inbound’, ovvero per portare turisti con voli charter in Umbria. Una mancanza dovuta «all’assenza di operatori umbri» che si occupano di organizzare questi viaggi e di un «effettivo coordinamento tra gli operatori della filiera del turismo». Quel che è certo è che non tutte queste ipotesi si trasformeranno in aerei e passeggeri al ‘San Francesco’.
Analisi Nei prossimi mesi sia da parte delle compagnie che da parte dei soci di Sase sarà necessaria un’approfondita analisi dei costi e dei potenziali benefici per capire quelli che possono essere i target giusti. Il tutto tenendo a mente la fondamentale differenza che c’è tra un grande aeroporto e uno piccolo come quello di Perugia: mentre nel primo caso sono le compagnie a pagare gli slot, ovvero le bande orarie dentro le quali atterrare e partire, nel caso del ‘San Francesco’ è Sase, e cioè i soci, a dover mettere mano al portafoglio e incentivare i vettori affinché portino i loro aerei in Umbria per dare vita a tratte che siano in ogni caso redditizie. Tirando le somme, nel 2015 solo grazie a Londra, Trapani, Cagliari, Bruxelles, Barcellona, bucarest, Olbia, Brindisi, Oslo, Monaco, Malta, Monaco e altri charter la stima è di circa 260 mila passeggeri.
Twitter @DanieleBovi
