Addio a Dario Antiseri, il filosofo umbro allievo di Karl Popper. E’ deceduto a 86 anni nella sua abitazione di Cesi a Terni, uno dei più grandi pensatori del Novecento, oltreché professore in diverse università italiane, ma non in quella di Perugia, dove si è laureato in Filosofia nel 1963 prima di partire alla volta di Austria, Germania e Inghilterra, dove ha proseguito gli studi.
Autore, insieme a Giovani Reale, di uno dei manuali di filosofia più studiati nelle scuole e nelle università di tutto il mondo, Antiseri, nato a Foligno ma cresciuto a Spello da genitori di umili origini, è indubbiamente un maestro del pensiero critico e tra i più grandi filosofi che l’Umbria abbia mai avuto. A lungo anche in contrasto con un’ampia parte del mondo filosofico italiano, il professore non è stato solo allievo di Karl Popper, ma ha anche permesso, era il 1973, a generazioni di studenti e accademici di italiani di scoprire La società aperta e i suoi nemici, l’opera più importante di Popper, curando direttamente della traduzione volume. Una pubblicazione, questa, per nulla scontata in anni in cui il dibattito era incardinato al pensiero marxista e per quello liberale non c’erano spazi né sedi. Rimasto fedele ai suoi studi, ai suoi dialoghi, al suo mondo “aperto” al confronto con chiunque, Antiseri rifiutò comunque la chiamata del primo Silvio Berlusconi, che nel 1996 gli chiese di candidarsi, come ricorda oggi Il Corriere della Sera. Uomo di scienza, ma anche di fede, strenuo difensore della libertà e dell’indipendenza, Antiseri se ne è andato dopo una lunga malattia, lasciando un’eredità incredibilmente rilevante.
