L'orto urbano dell'Abbazia dei frati benedettini di Assisi - Foto F.T.

Viene da immaginare, ma lo diranno i fatti se sarà realmente così, che anziani, associazioni, giovani volenterosi, in generale persone di buona volontà, appassionati e pollici verdi, potranno avere in affidamento un angolo di terreno della città o della sua prima periferia. Un modo per coltivare non soltanto primizie e ortaggi, ma anche la passione per la natura, il desiderio di stare insieme, di socializzare, di condividere un’idea di città più curata, bella e verde. Altrove è già realtà. A Udine ad esempio ma anche in tante altre città d’Italia, gli orti urbani non sono un protocollo, ma un appuntamento fisso dove gli anziani vanno in bicicletta, i bambini vengono accompagnati dagli insegnanti della scuola per imparare i segreti della natura, le associazioni realizzano progetti e, le famiglie, in generale, coltivano piccoli appezzamenti per i propri fabbisogni (Guarda il video). Altrove, insomma, la domanda di un pezzo di terreno negli orti urbani è di gran lunga superiore all’offerta, motivo per cui, le amministrazioni si stanno impegnando per predisporre altri spazi di verde agli orti urbani.  Linkare per credere. Ma anche ad Assisi c’è un’esperienza di orto urbano che ha cavalcato la scena nazionale con i frati benedettini dell’abbazia di San Pietro (Guarda il video). A Perugia viene siglato un protocollo d’intesa «per la valorizzazione, riqualificazione e la diffusione delle conoscenze e delle pratiche relative all’agricoltura periurbana e agli orti urbani regionali» firmato, stamani a Palazzo Donini dall’assessore regionale all’Agricoltura, Fernanda Cecchini, e dal presidente dell’Anci Umbria, Wladimiro Boccali.

Cecchini: percorso sinergico «Condividiamo l’obiettivo e l’impegno di aver cura della verde Umbria, della qualità del suo paesaggio e della coesione sociale delle sue città – ha sottolineato l’assessore Cecchini – Dando valore alle esperienze già portate avanti dai Comuni, abbiamo accolto la sollecitazione dell’Anci di iniziare un percorso sinergico e di cooperazione per dare organicità a quanto si sta realizzando, favorire la diffusione della cultura degli orti su tutto il territorio regionale e con essa anche della socialità e della partecipazione dei cittadini». «Gli orti e giardini urbani – ha aggiunto l’assessore Cecchini, annunciando per i prossimi mesi il debutto di un ‘festival’ che farà scoprire luoghi meno conosciuti delle città umbre ‘rinati’ grazie alle coltivazioni agricole – potranno contribuire alla valorizzazione turistica dei nostri centri, impendendo il degrado delle aree con un utilizzo del territorio a ‘cemento zero’».

Boccali: ripensare i luoghi «Oggi firmiamo un protocollo che si lega alle politiche per lo sviluppo delle nostre città – ha detto il sindaco di Perugia e presidente dell’Anci Umbria, Wladimiro Boccali -. L’obiettivo è quello di rigenerare le nostre città, ripensare i luoghi, valorizzarne le bellezze, favorire la socialità con iniziative ed eventi e la realizzazione degli orti urbani contribuisce a questo scopo. C’è una sensibilità, anche condizionata dall’attuale fase di crisi, che va crescendo attorno a queste tematiche, su cui abbiamo costruito il progetto per la candidatura a capitale europea della cultura per il 2019. Nel ricostruire i luoghi – ha proseguito – il recupero dell’esistente e l’orto, il ‘vuoto’ urbano, devono essere fondamentali».

Protocollo Alla firma del protocollo d’intesa è intervenuto il responsabile del progetto nazionale ‘Orti urbani’ di Italia Nostra, Evaristo Petrocchi, che esprimendo il «compiacimento» del presidente dell’associazione, ha sottolineato come «con questo protocollo ci sarà una spinta per l’attuazione degli orti urbani che riqualificano la città, danno socialità, migliorano la qualità della vita». Presenti, oltre ai dirigenti e funzionari degli uffici di Regione e Anci che hanno lavorato per il progetto, i sindaci di Cannara, Annalita Polticchia, Spello, Sandro Vitali, Trevi, Bernardino Sperandio, che hanno rimarcato l’importanza degli obiettivi che si perseguono con l’orto urbano. Disponibilità a collaborare è stata espressa dal professor Bruno Romano (la Facoltà di Agraria ha elaborato le linee guida del progetto nazionale) con un progetto dell’Università per Stranieri per orti multietnici nel Parco di Santa Margherita a Perugia, dall’associazione degli Apicoltori Umbri (Apau) e dall’associazione “Vivi il borgo”, impegnata per la realizzazione dell’orto urbano attorno al complesso di San Matteo degli Armeni a Perugia.

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