L'ex mattatoio comunale di Acquasparta

Tempo di inaugurazioni al Comune di Acquasparta: mercoledì mattina, alla presenza dell’assessore regionale ai Lavori pubblici Stefano Vinti, la dirigente regionale alle Politiche della casa Giuliana Mancini, il presidente Ater Umbria Alessandro Almadori, il direttore Ater Umbria Luca Federici, si è tenuto il taglio del nastro per gli alloggi a canone sociale ricavati nell’ex mattatoio, per lunghi anni in abbandono, grazie ad un investimento  di 700mila euro a carico della Regione Umbria e dell’Ater su proprietà comunale.

Romani: «Risposta a famiglie più bisognose» Un’inaugurazione particolarmente attesa anche dal sindaco di Acquasparta Roberto Romani, in corsa per il bis alle prossime elezioni amministrative. «Sono soddisfatto, perché abbiamo restituito alla città un immobile diruto, con un recupero di qualità, ma dato soprattutto una risposta alle famiglie più bisognose, con un intervento che si inserisce in un politica più ampia di riqualificazione e sviluppo del nostro territorio. Questo progetto rientra in una serie di iniziative già previste fin dall’inizio del nostro mandato amministrativo, e posso dire con orgoglio che tutti i lavori iniziati nel corso di questa amministrazione sono stati conclusi».

Vinti: «Risolvere emergenza abitativa» Un intervento che conferma l’impegno della Regione Umbria sul fronte dell’emergenza abitativa, dove si registra una sentenza di sfratto ogni 56 famiglie, in provincia di Perugia, e ogni 50 in quella di Terni. E che si inserisce in un piano complessivo che ha visto investimenti per 900mila euro, confermato anche dall’assessore regionale alla Casa, Stefano Vinti. «Vogliamo recuperare i centri storici attraverso la riqualificazione di vecchi edifici, adibendoli ad alloggi popolari, senza consumo del territorio. Con i quattro appartamenti ricavati nell’ex mattatoio ad Acquasparta, ad esempio, abbiamo dato una risposta al diritto alla casa della comunità, in una fase in cui la crisi penalizza i ceti sociali piu deboli e anche nella nostra regione aumentano le richieste ai comuni di ottenere un alloggio. Richieste che tentiamo di esaudire, ma a cui deve unirsi una politica abitativa da parte del governo centrale. Considerando che solo in Umbria occorrebbero fra i sette e diecimila alloggi».

Il bando regionale sulla casa In stand by, per il momento, il bando regionale sulla casa che coinvolgerà tutti i 92 comuni dell’Umbria. «Abbiamo rinviato il testo alle singole amministrazioni, che devono approvarlo ed eventualmente aggiungere le loro notazioni», conclude Vinci. «Al momento, solo poche lo hanno fatto, tra cui Perugia. Solo dopo il completamento di questa operazione la Regione potrà emanare il bando».

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