In occasione di Vinitaly 2026 l’Umbria punta a un cambio di passo nella promozione territoriale, presentandosi per la prima volta a Verona con una iniziativa istituzionale organizzata fuori dai padiglioni fieristici per valorizzare le proprie produzioni certificate. L’appuntamento, in programma per sabato 11 aprile, è stato ideato da Confcooperative Umbria e SQA srl con il patrocinio della Regione Umbria e della Camera di Commercio, avvalendosi della partnership con la Fondazione Umbria Jazz. L’obiettivo è quello di proiettare le eccellenze agroalimentari regionali su una vetrina internazionale attraverso una visione integrata che unisce sapori, cultura e musica.

L’iniziativa Il cuore dell’iniziativa è rappresentato dal «Concerto delle eccellenze certificate umbre», un evento esclusivo ospitato nelle sale affrescate di Palazzo Verità Poeta, dimora settecentesca situata a breve distanza dall’Arena di Verona. La serata si inserisce nel progetto «Umbria 100%: la qualità che si sente – Interpreti d’eccellenza!», finanziato nell’ambito del Complemento di sviluppo rurale 2023-2027. Durante l’evento, i partecipanti saranno guidati in un percorso gastronomico curato dagli chef Federico Montecchiani e Davide Barone, volto a rileggere in chiave contemporanea la tradizione umbra in abbinamento alle etichette delle cantine cooperative regionali.

Umbria jazz Ad arricchire la dimensione culturale sarà la partecipazione di Umbria Jazz, che per la prima volta approda a Verona durante i giorni del salone vitivinicolo con il concerto della band Accordi Disaccordi. L’evento vedrà la presenza della presidente della Regione Stefania Proietti, dell’assessora alle Politiche agricole e al Turismo Simona Meloni, delle sindache di Perugia e Orvieto, Vittoria Ferdinandi e Roberta Tardani, oltre ad altre autorità regionali. La serata, presentata dalla speaker di Radio Monte Carlo Tamara Donà, prevede inoltre il conferimento di riconoscimenti a personalità designate come «Ambasciatori dell’eccellenza e della qualità dell’Umbria nel mondo».

Le cantine Le produzioni protagoniste appartengono a una rete di cooperative che da decenni presidiano il territorio, tra cui la Cantina Tudernum di Todi, la Cantina Duca della Corgna di Castiglione del Lago, la Cantina Vetunna di Bettona, le Cantine Monrubio di Monterubiaglio, Bovinitaly di Perugia, Naturalmiele di Terni, il Frantoio Sociale Intercomunale di Arrone, la Cooperativa Oleificio Pozzolese, il Frantoio di Spello UCCD e il Gruppo Grifo Agroalimentare di Perugia.

Promozione Sul valore strategico dell’operazione si è espressa l’assessora Regionale Simona Meloni, sottolineando come «l’Umbria a Vinitaly 2026 non si limita a partecipare: sceglie di affermare con più forza la propria identità e la propria visione. Uscire dagli spazi tradizionali della fiera e costruire un evento istituzionale ‘fuori salone’ significa rivendicare un protagonismo nuovo, più maturo e ambizioso, per le nostre eccellenze agroalimentari». Meloni ha aggiunto che dietro questa scelta risiede la volontà di promuovere l’Umbria come sistema capace di tenere insieme qualità certificata, cooperazione, cultura e turismo, precisando che «Le cooperative umbre sono un presidio economico e sociale fondamentale, soprattutto nei territori, e vanno sostenute con strumenti di promozione finalmente coerenti con il loro valore. È questa la direzione che abbiamo scelto: dare più forza al brand Umbria, aprire nuovi spazi sui mercati e costruire occasioni concrete di crescita per le nostre imprese».

Identità autonoma Sulla stessa linea il segretario regionale di Confcooperative, Lorenzo Mariani, il quale ha rimarcato che «con questo evento l’Umbria compie una scelta chiara e strategica: uscire dagli spazi tradizionali della fiera per affermare una propria identità autonoma, riconoscibile e capace di distinguersi nel panorama internazionale». Secondo Mariani, l’associazione ha scelto di costruire un racconto unitario basato su un «modello di sviluppo fondato sulla cooperazione, sulla qualità certificata e sulla capacità di fare sistema. Un modello che mette al centro le persone, le comunità e le filiere, e che trova nella collaborazione tra imprese, istituzioni e realtà culturali – come la sinergia con la Fondazione Umbria Jazz – un elemento distintivo e competitivo».

Il ruolo di UJ Il legame tra promozione economica e grandi eventi culturali è stato evidenziato anche da Stefano Mazzoni, presidente della Fondazione UJ, secondo il quale il festival «è da decenni uno dei principali ambasciatori dell’Umbria nel mondo. Mettere questa esperienza al servizio della promozione delle produzioni certificate significa rafforzare un racconto unitario e contemporaneo del territorio, capace di parlare ai mercati internazionali». Mazzoni ha poi osservato come l’incontro tra musica e tipicità agroalimentari renda il festival «un’esperienza unica e distintiva, capace di differenziarsi nel panorama dei festival jazzistici a livello globale, coniugando eccellenza culturale ed enogastronomica in un format riconoscibile e competitivo».

Confcooperative Il presidente regionale di Confcooperative, Carlo Di Somma, e quello di Fedagripesca, Massimo Sepiacci, sottolineano poi come «questa iniziativa rappresenta in modo emblematico la capacità del sistema cooperativo umbro di fare sintesi tra tradizione e innovazione, tra radicamento territoriale e apertura ai mercati internazionali. Confcooperative Umbria si conferma motore di un progetto collettivo che mette al centro le imprese, i territori e le comunità». Oltre alla cena istituzionale, Palazzo Verità Poeta ospiterà una sezione dedicata alla degustazione dei vini nell’ambito del progetto del Distretto di qualità del vino umbro, offrendo una panoramica completa della varietà produttiva regionale. L’impegno umbro a Verona proseguirà il giorno successivo all’interno della fiera, dove è previsto il taglio del nastro del nuovo padiglione regionale interamente dedicato ai produttori del territorio.

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