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mercoledì 29 giugno - Aggiornato alle 15:14

A scuola senza zaino: i bimbi di due primarie sperimentano il modello

Via al progetto a Pietrafitta e Castiglion Fosco di Piegaro, il preside: «La differenza la fa solo soprattutto la metodologia didattica»

Bimbi delle scuole primarie (foto archivio Fabrizi)

di G.O.

A Pietrafitta e Castiglion Fosco (Piegaro) è partita la sperimentazione di un nuovo modello didattico: la “scuola senza zaino”, ispirata alla pedagogia montessoriana, e in campo per gli alunni delle due primarie (elementari), oltreché per i piccolissimi della materna (infanzia).  I docenti dei due plessi scolastici si sono impegnati in un percorso di sviluppo del progetto che prevede la collaborazione dei formatori della “Rete scuole Senza zaino” e il coinvolgimento delle amministrazioni locali, delle famiglie e dell’intero territorio.

I bimbi di due primarie a scuola senza zaino Questo nuovo modo di andare a scuola, già adottato da oltre trecento istituti italiani, lavora sia sul modello pedagogico-didattico sia sui rapporti tra bambini e insegnanti, focalizzandosi sull’organizzazione dell’ambiente scolastico. Le “aule senza zaino”, infatti, sono provviste di tutto il materiale necessario a scuola, comprendendo la libertà di esplorare materiali, spazi, strumenti didattici e rapporti umani è fondante. Il progetto, nato nel 2002 a Lucca, si fonda sui valori dell’ospitalità, della responsabilità e della ricerca. Sono infatti i bambini e le bambine insieme ai loro insegnanti a costruire regole e rapporti all’interno delle aule, per favorire l’acquisizione di competenze da parte degli alunni. «La differenza non la fa solo la presenza o meno dello zaino, ma soprattutto una metodologia didattica che è il risultato di anni di studio e prende le mosse dalla pedagogia montessoriana», afferma il dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo di vallata Simone Casucci.

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