La nuova viabilità

Riforestazione, recupero delle acque e una strategia di gestione del territorio «in un’ottica ecologica, biologica e paesaggistica». Sono questi i nuovi interventi in programma per il quartiere perugino di San Marco. Del tema si è discusso sabato mattina quando, nel corso di una cerimonia, è stata inaugurata la nuova viabilità che collega strada San Marco-Cenerente con il terminal bus e, da questo, attraverso la rotatoria, con strada Perugia-San Marco.

Un momento dell’inaugurazione

I lavori In tutto si è trattato di lavori per 538 mila euro che, nel complesso, hanno permesso di alleggerire il traffico che interessava l’intersezione con via dell’Acquario, porta d’ingresso alla parte più antica dell’abitato. Il tratto stradale fra via dell’Acquario e la nuova bretella – in prossimità dei nuovi parcheggi – è stato chiuso e destinato ad altri usi pubblici. L’intervento ha riguardato un’area caratterizzata da funzioni essenziali per il quartiere, fra cui il palazzetto dello sport, il campo sportivo, una zona verde molto estesa, il centro commerciale e il nuovo terminal bus.

Partecipazione Il progetto è stato pensato insieme a cittadini e associazioni del quartiere grazie ai tanti incontri della fase partecipativa guidati dal professore Mariano Sartore: «Quello che è stato elaborato attraverso decine di incontri – ha detto – è un progetto caratterizzato da aspetti altamente innovativi sotto il profilo micro-urbanistico e pensato per stimolare e rafforzare la dimensione comunitaria del quartiere. Un esempio di mobilitazione collettiva finalizzata al perseguimento del bene comune, di cittadinanza che si fa protagonista delle scelte che la riguardano». Un’esperienza che Sartore spera possa essere «migliorata, perfezionata e replicata al punto da divenire prassi nella gestione della cosa pubblica».

Da sinistra Prisco, Sartore e Romizi

Altri interventi «Il quadro degli interventi per San Marco – ha detto poi l’assessore ai Lavori pubblici Otello Numerini – si arricchirà poi con quelli previsti dal progetto da circa 968 mila euro finanziato grazie al Programma sperimentale di interventi per l’adattamento ai cambiamenti climatici in ambito urbano dell’allora Ministero della Transizione ecologica». Riforestazione, recupero delle acque e una strategia di gestione del territorio sono i tre tipi di azione pensati: «Le verifiche da parte degli uffici competenti – ha aggiunto l’assessore – sulla progettazione esecutiva di queste misure sono state quasi completate». Nei mesi passati invece sono stati ultimati i lavori che hanno interessato la rete fognaria.

Un primo esempio L’assessore all’Urbanistica Margherita Scoccia ha parlato di «un primo, importante esempio di urbanistica partecipata a Perugia». Un percorso che «ha portato alla costruzione di una centralità in un quartiere dove mancava la connessione tra area storica e nuove urbanizzazioni». Il sottosegretario Emanuele Prisco, che era assessore all’Urbanistica quando fu avviato l’iter del progetto, ha sottolineato che «i risultati conseguiti si devono alla sinergia fra ente locale, ateneo, residenti e associazioni nell’ambito di un percorso che si è tradotto per tutti anche in un importante processo di riqualificazione sui bisogni di chi vive il quartiere».

Il taglio del nastro

Romizi «Il metodo utilizzato per San Marco – ha sottolineato infine Romizi – è quello del fare le cose insieme abbandonando la dimensione dei progetti calati dall’alto. Abbiamo appreso molto: anzitutto che quando si interviene in una parte della città il vero tema non sono mai il verde o le infrastrutture, ma le persone. Siamo cambiati insieme al progetto e ringraziamo tutti coloro che hanno contribuito a crearlo e realizzarlo, dal professore Sartore agli studenti, alle realtà della zona e agli uffici comunali che hanno governato questo processo. Il metodo San Marco sta facendo scuola: il cammino proseguirà». Alla cerimonia hanno partecipato anche consiglieri comunali, prefetto, questore, rappresentanti delle associazioni del territorio e i bambini delle scuole.

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