Raddoppio ferroviario Spoleto-Campello

di C.F.

Rischiano di fermarsi per la terza volta e a un anno e mezzo dalla conclusione i lavori per il raddoppio ferroviario Spoleto-Campello (9,8 chilometri). Già, perché all’appalto Italferr da 37,6 milioni di euro sta lavorando dal 2012 la Tecnis spa, ossia il gigante delle costruzioni recentemente finito nella bufera sollevata dall’inchiesta sugli appalti Anas che alla fine di ottobre ha portato all’arresto di dieci persone, tra cui anche i vertici della Tecnis.

Arresti e interdittiva antimafia L’allarme è stato lanciato dalla Cgil dopo che alla bufera giudiziaria si è sommata l’interdittiva antimafia emessa dal prefetto di Catania a carico dell’azienda, considerata un gigante delle costruzioni con 1.200 lavoratori in organico, di cui 25 occupati tra Spoleto-Campello. La misura del prefetto ha spalancato le porte al commissariamento della Tecnis, a breve al centro di un summit ministeriale, dove dovrebbero essere anche esaminati i cantieri aperti al fine di stabilirne le priorità.

A rischio stop cantiere raddoppio ferroviario Per questo il rischio dell’ennesimo stop denunciato dal sindacato intorno al cantiere aperto nel lontano 2001 non appare improbabile, anche alla luce delle criticità emerse recentemente. La Cgil ha infatti spiegato che la Tecnis sarebbe indietro di due mesi col pagamento delle mensilità ai 25 lavoratori occupati tra Spoleto e Campello, ma anche sul fronte dei fornitori la situazione risulterebbe critica. Da tempo, poi, riferisce sempre il sindacato, i lavori per il potenziamento della linea ferroviaria procederebbero a singhiozzo, tanto che sarebbe stato frequente il ricorso alla cassa integrazione.

Sarebbe la terza volta in 14 anni In questo quadro, la paura di tutti è di trovarsi per la terza volta in quattordici anni a fare i conti con la crisi dell’azienda appaltatrice e quindi con la paralisi del cantiere a circa un anno e mezzo dall’ultimazione dei lavori, che da bando Italferr sarebbe dovuta arrivare nel giugno scorso. Appesa al futuro di Tecnis c’è anche la demolizione del vecchio ponte ferroviario di Madonna di Lugo, le deviazioni sulla vecchia Flaminia e pure la riapertura della bretellina di fronte all’oleificio Monini per permettere l’accesso alla statale dalla zona di Eggi. La speranza è che dopo gli stop e i nuovi appalti arrivati nel 2003 e nel 2009 si trovi la quadra per ultimare i lavori in tempi stretti

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