A trentadue anni dall’uccisione di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, Perugia ospita un incontro pubblico dedicato alla rilettura giudiziaria e civile di uno dei casi più controversi della storia del giornalismo italiano. L’appuntamento è fissato per il 17 marzo alle 17 nella sala d’onore di Palazzo Donini, sede della Regione Umbria.

L’iniziativa, dal titolo “Rileggere la verità: a partire dalla sentenza della Corte d’appello di Perugia”, intende fare il punto sul lungo percorso giudiziario legato all’omicidio dei due giornalisti Rai, assassinati a Mogadiscio il 20 marzo 1994 mentre stavano lavorando a un’inchiesta sui traffici di armi e rifiuti tra l’Italia e la Somalia. Il confronto pubblico parte proprio dalla decisione con cui la Corte d’Appello di Perugia ha riconosciuto l’esistenza di un clamoroso depistaggio nelle indagini che per anni hanno orientato il processo verso un innocente.

L’incontro si apre con i saluti istituzionali della presidente della giunta regionale dell’Umbria Stefania Proietti. A seguire sono previsti gli interventi del presidente dell’ordine dei giornalisti dell’Umbria Luca Benedetti, del presidente della federazione nazionale stampa italiana Vittorio Di Trapani e del consigliere di amministrazione Rai Roberto Natale. Partecipano anche la segretaria nazionale dell’ordine dei giornalisti Paola Spadari e l’ex procuratore capo di Perugia Fausto Cardella, che per anni ha seguito da vicino le vicende giudiziarie legate al caso.

Nel corso del pomeriggio sono previste testimonianze e contributi di giornalisti, giuristi e rappresentanti della società civile che negli anni hanno continuato a chiedere verità sull’agguato di Mogadiscio. Tra loro la giornalista della trasmissione Rai3 “Chi l’ha visto?” Chiara Cazzaniga, il coordinatore dell’associazione Articolo 21 Beppe Giulietti e il parlamentare Walter Verini, componente delle commissioni giustizia e antimafia.

Sono attesi anche gli interventi della portavoce del comitato #NoiNonArchiviamo Mariangela Gritta Grainer, degli avvocati Alessandra Ballerini e Giulio Vasaturo, da anni impegnati sui temi dei diritti umani e nella difesa della federazione nazionale stampa italiana, e del coordinatore della fondazione PerugiAssisi per la cultura della pace Flavio Lotti.

Particolarmente significativa sarà la presenza dei familiari della giornalista, Umberto Alpi e Ginevra Alpi, che negli anni hanno continuato a sostenere la ricerca della verità sulla morte della figlia. I lavori saranno coordinati dal regista e autore di inchieste sul caso Francesco Cavalli.

L’iniziativa si inserisce nel percorso di riflessione pubblica che negli ultimi anni ha riaperto il dibattito su uno dei più noti depistaggi della storia giudiziaria italiana. La sentenza della corte d’appello di Perugia ha infatti stabilito che l’accusa costruita negli anni Novanta sulla base della testimonianza di un presunto testimone chiave fu frutto di manipolazioni e pressioni, portando alla revisione del processo e alla definitiva assoluzione di chi era stato condannato per l’omicidio.

A più di tre decenni dalla morte di Alpi e Hrovatin, il caso resta dunque aperto sul piano storico e civile. L’incontro promosso a Perugia vuole ripartire proprio da quella sentenza per interrogarsi su ciò che ancora manca per arrivare a una verità piena su un duplice omicidio che ha segnato profondamente il giornalismo italiano.

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