Circa trecento farmacisti hanno riempito giovedì piazza Italia, a Perugia, per chiedere «salario e dignità» e il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro, scaduto ormai lo scorso 31 agosto.
Alta adesione L’adesione allo sciopero nazionale indetto da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil è stata altissima in tutta l’Umbria. Su poco più di mille dipendenti delle farmacie private della regione, in trecento si sono radunati davanti alla sede della giunta e del consiglio regionale, dando vita poi a un corteo spontaneo per corso Vannucci e via Baglioni. Tra striscioni, fischietti, fumogeni e cori, i camici bianchi hanno denunciato la mancata risposta di Federfarma alle richieste di un rinnovo contrattuale adeguato al costo della vita.
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Proposte umilianti I sindacati spiegano in una nota che «Federfarma continua a non riconoscere la necessità di adeguamenti retributivi e soluzioni normative coerenti con l’aumento del costo della vita e con il valore professionale dei farmacisti». La proposta economica avanzata dall’associazione datoriale, pari a «180 euro lordi», viene definita «vergognosa e umiliante».

Rispetto Nel corso dei comizi tenuti sotto i palazzi regionali, i rappresentanti di Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno sottolineato che i farmacisti «esigono rispetto e riconoscimento concreti del proprio ruolo», che va oltre la semplice distribuzione dei medicinali. Le farmacie private, hanno ricordato, «sono un presidio sanitario e sociale fondamentale per il Paese» e chi vi lavora «costituisce il primo punto di riferimento per milioni di cittadini».
Mobilitazione I lavoratori lamentano carichi di lavoro crescenti, turni festivi e orari prolungati a fronte di stipendi medi di circa 1.500 euro al mese. «Questo non è più accettabile», affermano i sindacati, che denunciano come la professione richieda anni di formazione, competenze elevate e responsabilità sempre maggiori. La mobilitazione di Perugia si inserisce in una serie di iniziative già avviate nei mesi scorsi, anche davanti alla sede di Federfarma Umbria. «I lavoratori delle farmacie – concludono le tre sigle sindacali – hanno dimostrato la loro capacità di organizzarsi e la volontà di far valere i propri diritti. Il messaggio che inviamo a Federfarma è ben chiaro e ci auguriamo che venga recepito, altrimenti proseguiremo nella mobilitazione».
