Il 4 e il 5 ottobre a Orvieto, e più precisamente al Palazzo del Capitano del Popolo, si svolge il 22esimo congresso nazionale dell’associazione ‘Luca Coscioni’. Prima dell’apertura dei lavori è intervenuta la sindaca della città della Rupe: «Questo è un vero e proprio abbraccio di un’intera città a Luca Coscioni, alla sua famiglia, a questa associazione insieme alla nostra comunità ne custodisce il nome e l’eredità».

Le parole della sindaca «Oggi, a Orvieto, nella sua città, siamo chiamati a riflettere insieme sul valore e la responsabilità di affrontare senza paura e senza reticenze, e non rassegnandoci come dice il titolo di questo appuntamento, tematiche complesse, talvolta divisive, ma profondamente umane perché toccano la libertà delle persone: la ricerca scientifica, il fine vita, i diritti delle persone con disabilità, il coraggio di sfidare tabù sociali. Temi che interrogano le coscienze – ha proseguito Tardani – sfidano la politica che spesso non riesce ad essere al passo con certe necessità, ma che mettono sempre al centro la dignità umana. Il prossimo febbraio ricorreranno venti anni dalla scomparsa di Luca e mi sento di dire che Orvieto ha sempre avvertito il senso di questa memoria e del mandato morale che Luca ci ha lasciato. E la città ha raccolto questa responsabilità con rispetto e determinazione proponendosi spesso come luogo di confronto, di informazione e di diffusione della cultura della responsabilità civile».

Orvieto «Il motto che guida questo congresso, “Non rassegnatevi mai”, ci ricorda che la conquista dei diritti non è mai definitiva, è un invito non soltanto all’azione ma anche alla vigilanza. I diritti non si conquistano una volta per tutte, vanno difesi, consolidati e trasmessi alle generazioni future. E anche questa è un’altra grande responsabilità che ci è stata consegnata. Ringrazio i rappresentanti dell’associazione per aver scelto Orvieto per questo appuntamento, i relatori, gli ospiti e tutti coloro che sono venuti da ogni parte d’Italia per partecipare a questo congresso. Il vostro impegno – ha concluso – è una testimonianza importante e qui, nella casa di Luca, ha un valore emotivo e morale ancora più speciale. Bentornati a casa».

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