Era il 24 aprile del 1974 e l’Unità scriveva: ‘Un criminale attentato di chiara impronta fascista è stato attuato questa notte contro la ‘Casa del popolo di Moiano’, una località del comune di Città della Pieve, ad una cinquantina di chilometri dal capoluogo umbro. A ridosso dell’edificio è stato fatto esplodere un ordigno ad alto potenziale: l’esplosione ha devastato l’interno della Casa del popolo e gravemente danneggiato numerosi altri stabili circostanti tra cui la chiesa». A distanza di 42 anni da quei tragici fatti che segnarono profondamente la vita di Moiano e dell’intero comprensorio del Trasimeno, la «gloriosa» Casa del Popolo si appresta a vivere una seconda giovinezza.
Il progetto E’ stato presentato infatti, mercoledì 28 ottobre, presso il locale circolo Arci, il progetto di ristrutturazione dell’intero immobile, pari a circa mille metri quadri di superficie tra spazio ricreativo, bar e salone delle feste. Un intervento che, secondo il presidente di Arci territoriale Perugia Franco Calzini, «sarà ultimato entro l’anno e restituirà alla cittadinanza un locale completamente rinnovato, in grado di rappresentare un punto di aggregazione e socialità per tutti, nonché di promozione culturale e musicale per l’intero Trasimeno. Il progetto architettonico, curato dall’architetto Michele Verdi, è stato presentato alla cittadinanza moianese dallo stesso Calzini in rappresentanza dei due soggetti promotori e gestori, ovvero, Arci e Officina Sociale – Umbrò, alla presenza di Renzo Patumi presidente della fondazione Pietro Conti, proprietaria dell’immobile e dei presidenti di Arci Moiano e Arci Trasimeno Raffaele Parbono e Claudio D’Arienzo.
