di Giorgia Olivieri e Stefania Supino
È partito da via XIV settembre, accanto al consultorio recentemente chiuso, lo sciopero transfemminista a Perugia. A percorrere la città fino a piazza Italia circa 200 persone per rivendicare il diritto all’aborto e alla a salute femminile, parità salariale e sociale, educazione affettiva e sessuale e molto altro ancora.
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Aborto in Umbria Un 8 marzo partecipato e fucsia per Perugia, nelle cui strade e piazze si è riversato il corteo transfemminista organizzato dal collettivo TransfemPg. Al centro dell’attenzione in primo luogo il diritto all’aborto. La sfilata per i diritti delle donne è partita infatti vicino al consultorio di via XIV Settembre, recentemente chiuso lasciandone solamente due attivi nel territorio comunale, Madonna alta e Ponte san Giovanni, a cui si aggiunge Ellera nel distretto del perugino. Dalla piazza la denuncia per la condizione di questi servizi, «ospitati in strutture fatiscenti», che devono tornare a essere «uno spazio sicuro». «Vogliamo servizi ambulatoriali, benessere psicologico e sessuale, luoghi d’incontro e comunità, educazione all’affettività e alla sessualità», continuano le manifestanti.
Flash mob Il corteo si è poi fermato davanti il tribunale per un flash mob, dove delle donne bendate con il fazzoletto fucsia di Non una di meno hanno indicato il palazzo di giustizia per denunciare le «sentenze sessiste in cui le donne che hanno subito violenza vengono messe sul banco degli imputati, mettendo in dubbio la loro parola. Cari magistrati, cari giudici, voi siete complici di queste violenze», dice al megafono una femminista. «Vogliamo ribadire davanti a questo tribunale che senza consenso è stupro», conclude poi.
8 Marzo oggi Infine la carovana fucsia è arrivata in piazza Italia dove, alternandosi al microfono, donne di tutte le età hanno condiviso la propria esperienza con la violenza di genere, affrontando i temi della libertà sessuale, dei diritti riproduttivi e delle condizioni di lavoro femminili. «L’8 marzo è una data molto importante che è passata da una festa liturgica a una giornata di lotta perché solo con la lotta si ottengono delle cose, cose che noi vogliamo e che sono molto importanti, perché noi vogliamo cambiare tutto», spiega Maristella Pitzalis, attivista.
Politica Accanto alle manifestanti anche la candidata sindaca del campo largo Vittoria Ferdinandi, che ai microfoni di Umbria24 dichiara che la sua amministrazione «con convinzione si farà portavoce di una lotta in difesa continua dei diritti delle donne, dei loro spazi di libertà e di autodeterminazione, prima tra tutte la lotta per la riapertura dei consultori». Tra gli obiettivi di Ferdinandi anche misure per «garantire l’emancipazione sociale ed economica delle donne, cercando di fare cultura e prevenzione per garantire la loro sicurezza».
