di Maurizio Troccoli
Fa riflettere l’esperienza brasiliana della visita di Papa Francesco, in vista dell’appuntamento ad Assisi del 4 ottobre. Fa riflettere quel fiume di gente, la cintura di sicurezza che va garantita al pontefice, l’imponderabilità della circostanza inattesa. Fa riflettere quell’auto bloccata in mezzo all’autostrada, all’arrivo in terra brasiliana, con il pontefice all’interno, assediato dai fedeli. Fa riflettere il crescente apprezzamento e calore attorno a papa Francesco, giorno dopo giorno, mese dopo mese. E a pensare a quella data, per la quale mancano soltanto due mesi, la preoccupazione cresce nella testa di chi in questi giorni pianifica la logistica, la sicurezza, i servizi da garantire, l’invulnerabilità del pontefice e dei numerosi pellegrini.
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Le riunioni Si rincorrono summit e telefonate tra gli addetti ai lavori, coloro ai quali è affidato il buon esito di uno degli appuntamenti più imponenti che questo territorio abbia ospitato. Forse il più grande pellegrinaggio della storia religiosa dell’Umbria. Almeno tale si annuncia se si prende per buona la cifra che mette tutti d’accordo e che vuole oltre 300 mila pellegrini presenti ad Assisi per la visita di Francesco, nel giorno di San Francesco. Due circostanze da capogiro. E già 300 mila persone, cifre da fare tremare i polsi se si pensa che tutta l’Umbria ne conta poco più di 800 mila, oltre un terzo quindi, e che Assisi non è il Brasile con le sue spianate, le sconfinate spiagge, in grado di fare da alveo al fiume di gente.
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Le indiscrezioni Insomma chi ha partecipato a queste riunioni racconta a Umbria24 che chi ha ruoli di responsabilità, dall’ordine pubblico alla sicurezza, ragionevolmente, fa fatica a prendere sonno la notte. Forze dell’ordine, Protezione civile, Vigili del fuoco, Soccorso sanitario, volontari, responsabili politici, amministrazioni locali, sanno che dovranno mettere in moto una rete organizzata di servizi, con molti punti di coordinamento, perfettamente funzionante, senza lasciare trasparire la benché minima percezione di vulnerabilità. Si ritiene che i pellegrini possano formare una sorta di muraglia umana itinerante nel triangolo Bastia – Santa Maria degli Angeli – Assisi.
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Le preoccupazioni Come evitare quindi interrogativi del tipo: ci sono parcheggi a sufficienza? Punti di ristoro e servizi igienici in grado di corrispondere a un numero così alto di presenze? Sarà possibile monitorare ogni metro di questo perimetro e intervenire in tempo in caso di richieste di intervento sanitario? Certo rassicura il fatto che non è la prima volta che un Papa viene ad Assisi, ma fino a che punto? Nessuno infatti intende nascondersi dietro al dito rispetto al particolare che si tratta di Papa Francesco. Non che ad esempio Papa Giovanni Paolo II non richiamasse altrettanti fedeli e pellegrini, tra l’altro in un’epoca in cui la tecnologia non era di aiuto come oggi. Ma non si sfugge dal fatto che dopo la morte di Papa Wojtyla quella pressione emotiva e partecipativa ha subito una flessione, non fosse che per il profilo ‘meditativo’ che Papa Benedetto ha impresso al suo pontificato, mentre oggi pare risvegliarsi, con tutto il vigore e l’entusiasmo che le giovani generazioni sanno esprimere. Bene è proprio questa pressione emotiva che nutrirà in tanti il desiderio di incontrare, per la prima volta Papa Francesco in uno dei suoi primi appuntamenti in Italia, che richiede l’opportuna attenzione e un adeguato coordinamento per essere contenuta, fino al punto da fare funzionare tutto liscio. Nessuno ovviamente lo deve insegnare a chi è chiamato, in questi giorni, a montare l’impalcatura che garantirà il buon esito dell’evento. Ecco perché alle riunioni organizzative c’è chi si è detto pronto a scommettere che questa volta saranno superati tutti i record.
Il Papa a piedi Il programma dovrebbe restare top secret – anche se alcuni particolari sono stati raccontati da Umbria 24 – di certo c’è, tuttavia, che Francesco ha chiesto di compiere a piedi una parte del tragitto, o a bordo del ‘Papamobile’ prevedendo moltissime tappe, per poter benedire la folla, baciare i bambini, un gesto che è diventato ormai un’icona di Papa Bergoglio, incoraggiare i giovani, gli ammalati, le famiglie e tutti i pellegrini. E’ facile immaginare quanto tenga al rapporto umano, questo Papa, in questo appuntamento con i pellegrini, in questo luogo del Santo che gli ha dato il nome. Le parrocchie dei comuni limitrofi sono mobilitate per fornire volontari. Il numero delle riunioni si infittirà con il passare delle settimane, non vi è associazione, ente che non vi parteciperà. Per avere un’idea della logistica basti pensare che verranno dislocate lungo tutto il tragitto e nella stessa Assisi oltre 100 autoambulanze e auto sanitarie, ma sarà importante capire come potranno spostarsi celermente da un punto al più vicino ospedale in caso di bisogno. C’è da risolvere infatti quali saranno i corridoi delle emergenze in grado di costeggiare il percorso dei pellegrini senza strozzarlo. Lungo le strade inoltre è prevista anche l’assegnazione di un numero «assai elevato» di defibrillatori, con personale specializzato per fare fronte a una prima emergenza in caso di crisi cardiache.
Dal Vaticano assicurano che tutto andrà per il meglio, ma i responsabili sanno di poter tirare tanti sospiri di sollievo solo quando gli oltre trecentomila visitatori saranno rientrati nelle loro case e tutto sarà filato liscio. A suo modo, sarà una sorta di miracolo anche questo.
