Il celebre racconto di Francesco d’Assisi approda sul palco in una nuova versione teatrale: “Fratello Sole Sorella Luna” sarà in scena al Teatro Lyrick il 5, 6 e 7 marzo alle 21.15, con la prima nazionale firmata da Angela Demattè. La trasposizione rilegge la sceneggiatura originale di Franco Zeffirelli, Suso Cecchi D’Amico e Lina Wertmüller, offrendo una drammaturgia che intreccia cinema e scena dal vivo.
La regia di Piero Maccarinelli pone al centro la dimensione umana della storia: Giulio Pranno interpreta Francesco, Ksenia Borzak Chiara, con la partecipazione speciale di Massimo Wertmüller e Fabrizia Sacchi, affiancati da un cast corale di attori tra cui Gabriele Cicirello e Andrea Galasso. Le musiche originali di Riz Ortolani, integrate dalle composizioni e dagli arrangiamenti di Alessandro Nidi, accompagnano il racconto, amplificando l’immaginario poetico della vicenda.
Lo spettacolo nasce con il patrocinio del Comitato nazionale per l’ottavo centenario della morte di San Francesco (1226‑2026) e da una co‑produzione tra International music and arts, Agidi, Fondazione sipario Toscana onlus e Oliver and friends. La rappresentazione propone un viaggio teatrale intenso, sospeso tra memoria, spiritualità e visione, con recitazione e canto che restituiscono il messaggio universale di fraternità e pace di Francesco d’Assisi.
La storia segue il percorso del giovane Francesco, figlio di ricchi mercanti, che sceglie la povertà come unica vera ricchezza. Scandalo, rifiuto e incomprensione segnano il suo cammino iniziale, mentre Chiara condivide le sue scelte, portando gesti concreti di solidarietà verso poveri e malati. Francesco costruisce una chiesa aperta a tutti, conquistando altri giovani e ottenendo infine il riconoscimento del Papa per la sua visione di fede essenziale e spoglia.
Dopo la prima nazionale di Assisi, lo spettacolo sarà presentato al Festiv’Alba di Avezzano il 2 agosto e tornerà in tournée a partire da ottobre 2026 nelle principali città italiane, tra cui Milano, Torino, Bologna, Firenze, Roma e Cascina.
La regia di Maccarinelli sottolinea come il conflitto generazionale e motivazionale tra Francesco e il mondo circostante renda ancora oggi attuale la parabola del Santo, con un percorso che culmina nel gesto simbolico del bacio dei piedi da parte del Papa, segno di riconoscimento dei principi di semplicità, giustizia e accoglienza che Francesco incarnava.









