Fonderia Assisi

Un monitoraggio ambientale e biologico durato oltre un anno, finanziato da Inail e condotto da un gruppo di ricerca composto da Università La Sapienza di Roma, Cnr-Istituto sull’inquinamento atmosferico, Università di Tor Vergata e Dipartimento di prevenzione della Asl Umbria 1, «non ha evidenziato criticità legate alle attività della Fonderia di Assisi e ai comparti analizzati nello studio», come dichiarato dalla stessa Fonderia di Assisi.

La ricerca, presentata pubblicamente il 16 dicembre, ha preso in esame condizioni ambientali e biologiche in relazione ad alcune lavorazioni del settore dei metalli e alla produzione di ceramiche artistiche. Il monitoraggio è stato condotto «per oltre 12 mesi, da gennaio 2024 alla primavera 2025, con 15 postazioni attive e un campione complessivo di 177 persone tra lavoratori della fonderia, addetti delle ceramiche di Deruta e residenti nelle aree di Santa Maria degli Angeli e Bastia», è quanto riporta la nota dell’azienda.

Sono stati analizzati «oltre 100 parametri ambientali, tra cui composti organici volatili, particolato Pm10, benzene, microelementi e metalli pesanti, oltre a campioni biologici (sangue, urine e capelli) raccolti su lavoratori e cittadini».

In merito ai risultati, la Fonderia di Assisi ha dichiarato: «Tutti i valori rilevati sono risultati conformi ai limiti di legge, sia negli ambienti di lavoro sia nelle aree circostanti». Per il benzene, aggiunge l’azienda, «la concentrazione media rilevata presso la fonderia è stata di 0,9 microgrammi per metro cubo, a fronte dei 5 consentiti dalla normativa vigente».

L’azienda ha sottolineato anche la natura volontaria della partecipazione allo studio: «Abbiamo aderito allo studio convinti che una verifica scientifica indipendente sia il modo più serio per rispondere alle preoccupazioni della comunità locale».

Infine, la Fonderia ha evidenziato: «L’indagine rappresenta uno degli studi più articolati mai realizzati in Italia nel settore, per durata, ampiezza del campionamento e integrazione tra dati ambientali e biologici». Lo studio è stato finanziato da Inail nell’ambito del bando BRiC 2022 (ID 52).

Le autorità ambientali e sanitarie umbre confermano che i controlli effettuati negli anni non hanno rilevato criticità tali da richiedere provvedimenti straordinari. Arpa Umbria e Asl Umbria 1 hanno sottolineato che dai monitoraggi non emergono superamenti dei limiti ambientali o dati epidemiologici preoccupanti, pur evidenziando l’importanza di controlli continui e periodici.

Alcuni cittadini e comitati locali hanno espresso preoccupazioni riguardo a possibili effetti sulla salute e sull’ambiente, chiedendo monitoraggi aggiuntivi e, in passato, anche la delocalizzazione di alcuni impianti. Tuttavia, tali richieste non sono state accompagnate da dati ufficiali che dimostrino un nesso diretto con rischi sanitari significativi.

La vicenda della Fonderia di Assisi include anche questioni amministrative pregresse: ordinanze comunali sulle emissioni odorigene sono state annullate dal Tar dell’Umbria per mancanza di evidenze di pericolo per la salute pubblica.

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