Un tavolo di studio per il centro storico di Assisi così da riequilibrare le politiche di accoglienza turistica della principale meta dell’Umbria e quelle di vivibilità della zona, che ha registrato un crollo dei residenti. Ad annunciarlo è stato il sindaco di Assisi, Valter Stoppini, nell’ambito dell’assemblea pubblica particolarmente partecipata convocata sabato 29 novembre e durante la quale è stato presentato anche il comitato residenti centro storico.

Oltre al dibattito in sala, segnato anche da numerosi interventi della cittadinanza, che hanno sostanzialmente sottolineato criticità in termini di viabilità, chiesto incentivi per sostenere la residenzialità e maggiore cura per il decoro urbano, l’amministrazione comunale, presente anche l’assessore competente Donatella Casciarri, ha indicato tre scadenze per il riequilibrio delle esigenze tra turisti e residenti. Intanto entro il 31 dicembre i cittadini potranno candidarsi per diventare componenti del tavolo di studio per il centro storico, di cui faranno parte anche «membri di diritto individuati sulla base dell’attività svolta o carica ricoperta ed esperti individuati tramite manifestazione di interesse (urbanisti, sociologi, economisti)». Dopodiché, il 15 febbraio è indicata come data di insediamento dell’organismo, mentre il 30 settembre è il termine ultimo entro cui far pervenire all’amministrazione comunale proposte di misure e progetti per il centro storico, perché nell’ambito dell’assemblea diversi cittadini hanno anche messo sul tavolo una serie di idee di cui così potrà essere valutata la fattibilità.

A tracciare il perimetro dell’argomento all’ordine del giorno, ossia il centro storico di Assisi, è stata l’assessore con delega al centro storico Casciarri, che ha spiegato come i «residenti della zona storica siano 4.893, di cui 2.072 dentro le mura», anche se secondo chi lì vive ogni giorno il numero reale è molto più contenuto. Per dare la misura dell’emorragia di abitanti, comunque, l’assessore ha ricordato che nel 1981 ce n’erano «6.256 di cui 3.626 dentro le mura». Sul fronte commerciale Casciarri, attraverso gli uffici del Comune di Assisi, ha censito «241 esercizi commerciali, di cui 191 con attività di somministrazione», cui si sommano «137 attività alberghiere o extralberghiere; 175 locazioni turistiche sulle 384 complessivamente presenti nel territorio comunale».

Quindi i numeri del turismo, che «nel 2024 ha raggiunto il record storico – ha ricordato l’assessore – con quasi 1,5 milioni di presenze (pernottamenti)», ma il record potrebbe essere battuto, perché «nei primi nove mesi del 2025 se ne sono già contati 1,3 milioni». Cresciuta anche la permanenza media passata «da 1,95 notti a turista nel 200 alle attuali 2,5 risultate nei primi tre trimestri del 2025». Numeri da capogiro per la piccola Umbria, ma che Casciarri intende anche «rilanciare attraverso una maggiore programmazione dell’offerta e nuove azioni di promozioni, per rafforzare – ha detto – periodi dell’anno turisticamente più deboli». L’assessore, comunque, anche parlato di «miglioramento della vivibilità, mantenendo un giusto equilibrio tra residenti e turisti: è necessaria – ha concluso – una coprogettazione, capace di generare una visione del centro storico non ancorata a una sterile nostalgia del passato, ma in grado di intercettare nuove opportunità e accogliere nuove esigenze».

Dal canto suo il sindaco di Assisi ha detto di aver «voluto l’assemblea perché per far funzionare un centro storico vivo e complesso come il nostro serve la competenza dell’Amministrazione, ma anche e soprattutto l’esperienza quotidiana di chi ci abita e lavora». Stoppini in premessa ha rivendicato una serie di «interventi concreti» dalla trasformazione della «Rocca Maggiore in un polo culturale attrattivo» al «ritorno dell’Università a Palazzo Bernabei», passando per «l’avvio di grande opere per le mura urbiche e il Metastasio», ma poi ha riconosciuto come, del resto è ovvio, «resti ancora tanto altro da fare insieme, con responsabilità e programmazione». In particolare, il sindaco ha indicato tra le priorità «la riqualificazione dei vicoli del centro storico, con una mappatura e un intervento strutturato: ogni associazione potrebbe adottarne uno e impegnarsi nella manutenzione»; «la trasformazione della ex cava un nodo logistico, con area di sosta e punto per carico e scarico merci: meno traffico nei vicoli, meno disagi per residenti e attività, più ordine e qualità urbana»; e, infine, «la riqualificazione della zona Ivancich, incaricando tecnici specializzati o con un concorso di idee per una vera rigenerazione urbana».

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