Si chiama «Hope» il progetto vincitore dell’edizione 2024-2025 del Premio internazionale «Francesco d’Assisi e Carlo Acutis per un’economia della fraternità», consegnato domenica 25 maggio nella chiesa di Santa Maria Maggiore, in occasione dell’ottavo anniversario dell’istituzione del Santuario della Spogliazione. L’iniziativa, nata a Goa in India, punta a restituire dignità e opportunità a giovani vittime di abusi, anche sordociechi, attraverso la produzione di beni artigianali ed ecosostenibili destinati all’industria turistica locale. «Healing, Opportunities, Protection and Empowerment» (Guarigione, Opportunità, Protezione e Potenziamento) è l’acronimo che dà origine al nome Hope.
Il premio A ritirare il premio – un assegno da 50mila euro – è stato il sacerdote Sanford Rodrigues, che ha ringraziato a nome dei circa mille giovani coinvolti: «Hope è più di una parola, è un movimento. Attraverso la formazione all’autoimpiego e la produzione di articoli ecologici, garantiamo un’alternativa concreta alla dipendenza dagli abusatori». Il progetto è già sostenuto da importanti realtà come Taj Hotels, che si è impegnata a commercializzare i prodotti realizzati. All’evento erano presenti il vescovo Domenico Sorrentino, la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, il ministro generale dei frati minori Cappuccini fra Roberto Genuin e l’imprenditore Brunello Cucinelli, che ha donato il foulard simbolo della spogliazione insieme all’icona del premio con San Francesco e Carlo Acutis.
Innovazione sociale «La carità si fa sempre, ma diventa più grande se è anche politica», ha sottolineato monsignor Sorrentino, ricordando il magistero sociale di Papa Leone XIII e il pensiero economico del Beato Giuseppe Toniolo. «Una carità che si fa carico della dignità umana e lavora per sconfiggere la miseria». La presidente Proietti ha aggiunto: «È un gesto di speranza anche per la nostra regione. L’innovazione sociale non si arrende alla miseria, ma la trasforma in opportunità di sviluppo e lavoro». Brunello Cucinelli ha sottolineato il valore umano dell’iniziativa come risposta al «male dell’anima, sempre più diffuso».
Un’opportunità Il messaggio del cardinale Filipe Neri Ferrão, arcivescovo di Goa, ha celebrato il premio come un’opportunità per «un’economia che fa vivere e non uccide, include e non esclude, umanizza e non disumanizza». La giornata si è aperta con due messe nel Santuario della Spogliazione, una presieduta da monsignor Sorrentino e l’altra da fra Genuin, che nell’omelia ha ricordato: «I valori cristiani non cambiano, ma devono incarnarsi nella realtà. Anche sbagliare è possibile, ma non dobbiamo perdere la via della salvezza».
