di Chiara Fabrizi

«La pace, ci ricorda sempre San Francesco, non si materializza quando la si invoca, ma quando si costruisce con impegno, pazienza, mettendo un mattone dopo l’altro, con la forza della responsabilità e l’efficacia della ragionevolezza. Ed è quanto ci auguriamo stia accadendo in queste ore in Palestina, in quella terra che San Francesco ha voluto conoscere e che lo ha profondamente segnato. Il piano di pace statunitense potrebbe essere accolto anche da Hamas: questo vorrebbe dire tornare finalmente alla pace in Medio Oriente, vedere cessare le sofferenze della popolazione civile palestinese, vedere il rilascio degli ostaggi israeliani trattenuti da ormai due lunghissimi anni». Lo ha detto ad Assisi la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, prendendo la parola dalla Loggia del sacro convento dopo la solenne celebrazione presieduta da monsignor Camillo Cibotti, presidente della Conferenza episcopale di Abruzzo e Molise, che è stato assistito dal cardinale Ángel Fernández Artime, dal vescovo di Assisi Domenico Sorrentino e dai ministri generali e provinciali delle famiglie francescane. 

Il rito dell’accensione della lampada votiva, infatti, è stato compiuto dal sindaco di L’Aquila, Pierluigi Biondi, che lo ha fatto con l’olio donato dall’Abruzzo: la Regione Abruzzo, come annunciato dal presidente Marco Marsilio, ha finanziato il restauro della coppia di dipinti raffiguranti San Francesco e Santa Chiara, opere del XVIII secolo custodite nel Sacro convento di Assisi.

Durante la festa di San Francesco, che apre le celebrazioni per l’ottavo centenario, è stato annunciato un evento storico che porterà ad Assisi pellegrini da tutto il mondo: per la prima volta, infatti, il corpo del Santo sarà visibile a tutti con un’ostensione pubblica, dal 22 febbraio al 22 marzo 2026, nella basilica di San Francesco.

YouTube video



L’intervento di Meloni è durato poco più di 12 minuti, e iniziato tra qualche fischio dei manifestanti, ben udibile in tutte le dirette: davanti alla basilica superiore di Assisi, infatti, alcune decine di persone hanno anche fatto sventolare la bandiera della Palestina. A loro, aprendo il suo intervento, Meloni ha detto che «San Francesco insegnava anche il rispetto, rispetto nell’ascolto, rispetto nel comprendersi, rispetto nel capire le ragioni degli altri», incassando l’applauso di molti dei 2 mila pellegrini presenti.

YouTube video

Meloni ha quindi detto di essere «stata ad Assisi in diverse occasioni» ma oggi «è la prima volta che partecipo alle celebrazioni di San Francesco come patrono d’Italia», una ricorrenza che ha definito «radicata nel cuore del popolo italiano», che verso il Poverello ha «una devozione forte, autentica, viscerale». La premier ha poi citato esplicitamente Vincenzo Gioberti quando ha definito San Francesco «il più amabile, il più poetico, il più italiano dei nostri santi», aggiungendo che la sua figura «è fondativa dell’identità italiana», perché «ha incarnato la somma di quel genio che rende il nostro popolo un unicum ammirato e apprezzato nel mondo». E ancora sul patrono d’Italia, Meloni ha sottolineato che «non è stato un trovatore sognante, ma un uomo d’azione rapido, fin quasi a essere precipitoso, nei compiti che assumeva negli impegni che prendeva». San Francesco «non amava i compromessi, le mezze verità, i sotterfugi», ha detto ancora, definendolo «esigente come sono esigenti i santi, uomini e donne tanto normali quanto radicali nel coraggio delle loro scelte». La presidente del Consiglio ha quindi detto che «San Francesco è stato un uomo estremo, ma non un estremista, ha dato l’esempio della povertà, ma non quello della miseria, che lui e i suoi fratelli hanno sempre combattuto».Meloni, infine, ha parlato della recente decisione del Parlamento di ripristinare il 4 ottobre come festa nazionale, restituendo «a San Francesco la sua eredità e il suo messaggio, il suo carisma alla dimensione pubblica e civile di questa nazione, non un capriccio o addirittura uno spreco di denaro, come pure da qualcuno è stato sostenuto, ma una scelta di identità un atto d’amore per l’Italia e per il suo popolo e a me personalmente piace vedere questo voto del Parlamento come un omaggio anche al primo pontefice che ha scelto il nome di Francesco nell’anno in cui è tornato la casa del padre».

In questo senso anche la presidente della Regione, Stefania Proietti, ha parlato di «una giornata storica per l’Umbria, per Assisi, per l’Italia, perché ufficialmente si sono aperte le celebrazioni dell’ottavo centenario francescano, con la straordinaria notizia che San Francesco patrono d’Italia torna a essere festa nazionale all’unanimità dei consensi politici: San Francesco ha fatto il miracolo di unire tutti. Questo ci apre anche verso una auspicabile collaborazione istituzionale su tanti fronti, questa unità ci richiama a quei valori, la pace innanzitutto, disarmata e disarmante, la pace di San Francesco, la custodia del creato, dei fragili e degli innocenti che nel mondo oggi sono rappresentati da coloro che muoiono e soffrono per le troppe guerre» ha affermato ancora la governatrice dell’Umbria.

All’inizio delle celebrazioni in basilica era stato fra Marco Moroni, custode del Sacro convento a dire che «la legge che rende il 4 ottobre festa nazionale non è solo un omaggio al Patrono d’Italia, ma il riconoscimento di valori che parlano a tutti», precisando poi che affinché «questa festa diventi davvero feconda, occorre che ciascuno ne tragga conseguenze concrete: le nostre comunità con il loro vivere quotidiano; le amministrazioni locali con le loro scelte di giustizia e di inclusione; il Parlamento e il governo con leggi e politiche coerenti con ciò che oggi si proclama; ciascuno di noi con scelte di vita sobrie e fraterne».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.