Eolo Cicogna

di Daniele Bovi

Ad Assisi dopo due tornate nel corso delle quali si è presentato diviso, stavolta il centrodestra ha imparato la lezione. Domenica e lunedì, ai nastri di partenza, si presenterà unito guidato da Eolo Cicogna. Settantenne, è un ex dirigente bancario con radici imprenditoriali a Petrignano di Assisi. Con lui ci sono FdI, Forza Italia, Lega, Udc, Umbria civica e due liste civiche.

Giubileo, ottocentenario della morte di San Francesco e non solo. Assisi deve prepararsi per accogliere una mole ulteriore di turisti, e recentemente in città ci sono stati anche disagi e proteste: cosa intende fare su diversi fronti come mobilità, trasporti, sosta e così via?

«Le problematiche dei giorni scorsi si sono verificate per una grave incapacità organizzativa. Inoltre l’indisponibilità del parcheggio di piazza Matteotti rende tutto più complicato. Sicuramente la città avrebbe dovuto prepararsi per tempo a questi eventi e al notevole flusso turistico che la investirà, anche con nuove infrastrutture: oggi dovremo pensare a soluzioni quasi di emergenza. Abbiamo individuato altre aree di sosta per autobus e veicoli che potranno essere utilizzati, ma senza tagliare fuori intere zone della città dal flusso turistico, come è accaduto qualche giorno fa».

ASSISI AL VOTO CON UN OCCHIO A PALAZZO DONINI

La tassa di soggiorno rappresenta una voce importante per il bilancio cittadino: intende modificarne l’impiego? E, in generale, quali sono le vostre politiche per il turismo?

«La tassa di soggiorno ha una destinazione specifica per la promozione del turismo, ma dal 2024 può essere impiegata anche per ridurre la Tari delle attività del comparto turistico. Noi intendiamo destinare una quota del gettito dell’imposta proprio per questo e, secondo le nostre proiezioni, si può prevedere una riduzione del 20 per cento in favore delle imprese del settore turistico ricettivo e della ristorazione. La restante parte del gettito sarà impiegata in iniziative concertate con le associazioni di categoria. Il turismo ad Assisi è fondamentale, ma è necessario ripensare l’offerta turistica per ampliare gli attrattori di cui il nostro territorio è ricco. Oggi i turisti si concentrano solo nelle destinazioni note. Noi invece vogliamo coinvolgere tutte le frazioni del territorio e tutto ciò che Assisi ha da offrire: dalla cultura alla enogastronomia, ai paesaggi naturali e alle tradizioni storiche. L’obiettivo è la destagionalizzazione dei flussi e l’aumento dei tempi medi di permanenza».

La sicurezza – in particolare i furti in abitazione – è fonte di preoccupazione per i residenti. Tenendo conto di quelle che sono le reali possibilità di un sindaco, cosa intende fare concretamente e dove, in caso, prenderete le risorse per realizzare il vostro programma?

«Ci sono esperienze di comunità limitrofe che riescono ad attuare un controllo del territorio più capillare ed efficace attraverso la videosorveglianza. Ad Assisi questi sistemi sono concentrati solo nelle zone centrali, noi invece vogliamo estendere la videosorveglianza anche e soprattutto nelle periferie. Occorre anche far partire in maniera seria il controllo di vicinato, come supporto al lavoro delle forze dell’ordine».

Negli ultimi tempi si è discusso molto dei tre nuovi asili nido. Qual è la vostra visione riguardo alla pianificazione dei servizi per l’infanzia e all’utilizzo dei fondi pubblici in questo contesto?

«Gli investimenti di denaro pubblico si fanno dove c’è una necessità reale. Ad Assisi probabilmente si poteva intervenire su altre priorità (impianti sportivi ad esempio), ma la cosa sconcertante è che questi asili sono stati costruiti abbattendo altri edifici molto cari alle comunità locali o in zone residenziali dove non ci sono parcheggi e viabilità adeguate. Diciamo che su questo fronte è stato sbagliato anche il metodo».

Il tema della delocalizzazione delle Fonderie Tacconi è un altro dossier importante per il territorio: cosa intende fare sul punto?

«Per noi l’unica soluzione possibile è la delocalizzazione. Abbiamo avuto interlocuzioni con l’azienda, con i comitati cittadini e con il Governo. Servono investimenti ingenti, per questo tutti devono fare la loro parte, ma si deve marciare insieme. In questi otto anni l’amministrazione, oltre a non fare nulla di quanto promesso, si è prodigata solo ad alzare il livello dello scontro scaricando le responsabilità, a seconda delle convenienze politiche, a volte sulla regione, a volte sul Governo. Oggi sappiamo che il Governo, per voce del ministro dell’Ambiente, è pronto a intervenire, vedremo come si comporterà la Regione».

Parliamo di sanità. L’ex sindaca della città e ora presidente della Regione, Stefania Proietti, ha presentato recentemente un piano di rilancio per l’ospedale: questo piano la convince? Ci sono altre necessità per l’ospedale?

«Il piano intanto deve essere discusso con i cittadini, non calato dall’alto. Quindi lo valuteremo con i dovuti approfondimenti, ben sapendo che questa è solo una trovata propagandistica in vista delle elezioni amministrative. Questo mi rende particolarmente diffidente. Ad Assisi serve un pronto soccorso efficiente e un ospedale in grado di effettuare interventi programmati. Prima di tutto però va ristrutturato e questo è ciò che chiederemo da subito alla Regione».

A proposito di Proietti: ritiene che il voto, comunque vada, abbia un impatto politico regionale?

«Queste solo elezioni amministrative, non politiche. Io sono un candidato civico che mira solo a invertire il declino della sua città. Molti sono sfiduciati dalla politica e si rifugiano nell’astensionismo, io ho fatto l’inverso: ho deciso di impegnarmi in prima persona».

Quali sono, in concreto, i primi tre atti che adotterebbe da sindaco?

«Una necessaria e approfondita revisione del bilancio: dall’analisi del consuntivo 2024 ho potuto rilevare segnali preoccupanti. Avendo lavorato per 40 anni in una banca, so riconoscere i rischi che si nascondono dietro i numeri, in particolare quelli che mostrano un trend gestionale basato sull’indebitamento. In otto anni il debito pro capite per mutui è passato da 90 a 500 euro, questo non è un buon segnale. Le cose da fare con urgenza sono molte, ma conto di potermi mettere al lavoro in tempi rapidi, con una squadra di persone molto competenti e motivate».

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