A seguito delle proteste sollevate nei giorni scorsi da più parti aventi per oggetto l’invio da parte di Asm delle fatture a conguaglio per l’anno 2021, riguardanti la nuova metodologia Taric e dopo aver constatato che «tale applicazione ha generato casi estremi di aumento della tariffa con picchi del 300 per cento» le associazioni dei consumatori tramite la Consulta sei servizi pubblici locali hanno incontrato il consorzio gestore del servizio e da poco anche dell’attività di riscossione, presso la sede dell’Auri– subambito 4 per affrontare il tema al fine di avere una idea compiuta sul metodo, sulla reale fattibilità e sulle relative ricadute sulla cittadinanza. Al centro del confronto anche la rilettura della carta dei servizi già in essere.
Consulta servizi pubblici locali L’incontro c’è stato il 20 aprile presso la sede della Consulta nei locali dell’Auri. Erano presenti oltre a Adiconsum Umbria, Adoc, Federconsumatori e Lega Cosumatori, i responsabili di Asm Terni e Cosp e i dirigenti di Auri Umbria. «La convocazione è stata indetta – si legge nel comunicato diffuso dalle associazioni dei consumatori – per fare chiarezza sui parametri adottati per il calcolo della parte variabile della tariffa, sull’adozione del concetto vuoto per pieno che ha spostato diametralmente l’attenzione del prodotto finale da ‘peso’ a ‘volume’. L’introduzione poi del criterio del numero minimo di ritiri assegnato agli utenti ha snaturato di fatto il concetto di tariffa corrispettiva trovando definizione più adeguata alla sua natura di ‘tassa’. Tutto ciò combinato sicuramente con la non perfetta comunicazione al cittadino, carenza questa riconosciuta dagli stessi attori del provvedimento, ha generato soprattutto tra le utenze non domestiche in possesso loro malgrado e senza volerlo di contenitori sovradimensionati per le loro effettive esigenze, i picchi di fatturazione di cui sopra. Alla rilevazione della contraddizione della applicazione del metodo si è ravvisata l’esigenza di affrontare il problema evitando di fare di ‘ogni erba un fascio’ ma di affrontare le varie situazioni e trovare le soluzioni avendo ben presente che le tariffe vengono approvate si dall’Auri Regionale, la quale è composta dai sindaci della regione ma sono i comuni che approvano, tramite il proprio consiglio comunale, la tariffa da applicare sul proprio territorio».
Il confronto «Viene posta l’esigenza di un’analisi pertinente – continua il comunicato – che segua le linee poste dalle leggi in materia rifiuti, le quali nella loro espressione trovano il sunto ‘chi più inquina più paga’ relegando lo slogan che ‘la Taric non ha scopo di far risparmiare’ alla mancanza di dialettica economica anche se la logica finanziaria porrebbe che il perno fosse lo sviluppo della ‘Economia Circolare’ avendo come base lo sviluppo culturale della sostenibilità del sistema produttivo che colloca la sintesi nella realizzazione di ‘nuovi lavorati’ da immettere nel mercato. Sono state favorevolmente accolte le proposte degli enti preposti al servizio come la possibilità di un abbattimento dei costi sviluppando sistemi a chiamata che sia conforme alle vere esigenze dei cittadini, sia per la raccolta sia per i volumi conferibili, condizione che ridurrebbe le percorrenze aumentando l’efficienza del servizio; come altre proposte che si stanno sviluppando e di cui si stanno verificando le varie fattibilità e sostenibilità e che a breve ci verranno illustrate e saranno oggetto di prossimi incontri dove verranno affrontati anche i problemi che riguardano altre tipologie di utenti quali quelle condominiali , aree vaste e luoghi turistici».
Revisione delle fatturazioni «Nell’affrontare la situazione attuale delle fatturazioni anomale – spiegano Adiconsum Umbria, Adoc, Federconsumatori e Lega dei consumatori – le associazioni dei consumatori hanno chiesto la revisione delle fatture considerate anomale ed attiveranno la procedura prevista dalla ‘Carta della Qualità del Servizio’ per l’invio del reclamo invitando, ove ci fossero le condizioni, alla compilazione dell’apposito modulo (Allegato 2) trasmettendolo al ‘Rti – Asm Terni Spa – c.a. Ufficio Qualità ambiente e sicurezza’ e per conoscenza Auri- Sub Ambito 4 via Bramante 45 Terni. In un’ottica di prevenzione delle controversie giudiziali tra gestore e cliente, quest’ultimo può esperire un tentativo di conciliazione presso lo ‘Sportello di Conciliazione’ – Consulta dei Consumatori’ istituito per la risoluzione alternativa delle dispute. La Conciliazione può essere richiesta solo successivamente al reclamo, in caso di risposta che l’utente consideri insoddisfacente o in caso di mancata risposta nei termini previsti dalla Carta dei servizi. Per attivare la conciliazione si rinvia al ‘Regolamento attuativo della procedura conciliativa’ (Allegato 3) della Carta della Qualità del Servizio che disciplina l’intera procedura conciliativa». Per eventuali informazioni le associazioni dei consumatori sono disponibili presso i loro uffici territoriali.
